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Sab, Gen

E' ora... di avere un tarantino candidato alla presidenza della Puglia

Politica

Nella prima assemblea della Lega in terra jonica aleggia un convitato di pietra. CosmoPolis, con la sua follia raziocinante, prova a coglierlo. E se fosse l'onorevole Chiarelli il candidato-presidente di Salvini per le prossime consultazioni regionali? La folla oceanica di questa mattina, la presenza del numero due del Carroccio - l'onorevole Andrea Crippa - sembravano il giusto contraltare per un'investitura ufficiale più che per una mera convention provinciale

E’ ora di provare a scompaginare le carte della politica regionale. E’ ora di rivendicare in quota alla Lega il prossimo candidato alla presidenza della Puglia, con un cartello di forze conservatrici possibilmente unite. E’ ora, perché no, di proporre un tarantino per quel ruolo. Chi? L’onorevole Gianfranco Chiarelli, per esempio. Sulla prima assemblea provinciale del partito salviniano, tenuta questa mattina in una prestigiosa struttura recettiva sulla Circummarpiccolo, aleggiava un convitato di pietra. Il numero due del Carroccio, l’onorevole Andrea Crippa, ha provato a rendere esplicito ciò che l’ermetico linguaggio politico tende spesso a celare. “La Lega correrà assieme alle altre forze di centrodestra alle prossime consultazioni regionali. Noi siamo per l’unità ma, al tempo stesso, consideriamo legittimo avanzare la candidatura per la presidenza della Puglia”. Il messaggio è chiaro, addirittura ovvio se lo si lancia da Taranto, la prima domenica di dicembre poi, e dinanzi ad una platea numerosissima. A memora d’uomo, non ricordo negli ultimi anni iniziativa pubblica con così tanta gente tutta quanta assieme. Amministratori e dirigenti politici arrivati persino con i pullman per omaggiare un partito nato appena tre mesi fa da queste parti. L’antropologia culturale del Paese è cambiata in profondità, Taranto non fa eccezione a questo schema. La Lega non è più quella immaginata dall’ideologo Miglio, si atteggia a forza nazionale e reazionaria al tempo stesso. Intercetta paure collettive (quella del migrante ospite indesiderato a casa nostra, su tutte) e propone una ricetta che rischia di apparire plausibile anche a settori del centrosinistra: “Liberiamo la Puglia – ripete più volte, Chiarelli – da Michele Emiliano. La sua è, orami, una permanente e perniciosa occupazione del potere…”.