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Politica

Finalmente si celebrano le Primarie domani, domenica 12 gennaio. Il risultato è scontato, ma va bene così. La Puglia dei parolieri senza costrutto è arcitaliana. Lunga vita alla pratica democratica nella sua variante simil-progressista

Il giorno delle novità che non determineranno alcuna novità è arrivato. Le primarie di Puglia, la democrazia alle cime di rapa, saranno servite domani: domenica 12 gennaio. Rappresentano chiaramente un inciampo del finto pluralismo che fa il paio con il finto progressismo. A vincerle sarà Sua Larghezza, l’uomo che la lucidissima mente di Rino Formica ha definito come colui che sovverte gli schemi. E al parlare poco e agire molto, ha sostituito il parlare molto e agire poco. Un uomo del fare, insomma. Si, ma al contrario. Si potrà votare in tutti i comuni della Regione: dalle ore 8.00 alle 20.00. Per farlo, bisognerà uscire dalle proprie tasche un euro. La democrazia, come si sa, ha i suoi costi. I partiti, anche. Dei problemi dei pugliesi chi si occuperà? Il prossimo candidato del centrosinistra, of course. Assieme al prossimo candidato del centrodestra, of course al quadrato. E’ vero, esiste anche il centrodestra nel tacco d’Italia. Chi sarà a rappresentarlo ancora non è dato saperlo, ma prima o poi un nome verrà fuori. Senza primarie. La decisione, in questo caso, arriverà dall’alto. Con i gazebo, invece, arriva dal basso. Che poi è la stessa cosa, soltanto che sta male dirlo.