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Dom, Apr

Renzi ha un'idea. Far perdere Emiliano

Renzi ha un'idea. Far perdere Emiliano

Politica

L'ex premier, assieme a Calenda e Bonino, vuole consegnare il governo della Regione alla destra. Quando non sei nelle condizioni di vicere, orienta almeno la sconfitta. Tutto legittimo, per carità. Teniamo fuori però il riformismo da queste baruffe adolescenziali

Quando non si è nelle condizioni di vincere una contesa, cerca almeno di orientare la sconfitta. Rendi nullo il tuo avversario-alleato attraverso l’onta della disfatta. Renzi/Von Clausewitz prepara la sua mossa del cavallo. Far perdere le prossime elezioni regionali all’odiato amico nemico Michele Emiliano. Costruire un cartello riformista, assieme a Calenda e alla Bonino, da contrapporre al populismo arruffone di Big Michele. L’ex premier non sopporta il governatore pugliese – e la sua assonanza culturale con i Cinque Stelle. Loro, invece, Renzi&Bellanova intendo, con i grillini sono al governo del Paese. Valla a capire tu la coerenza di questi strani personaggi in cerca di autore. Calenda plaude all’iniziativa dell’ex premier. L’altra sera, dagli studi televisivi di un’emittente nazionale, aveva dichiarato: “Se in Puglia la partita fosse tra Emiliano e Fitto, non esiterei a votare per il secondo…”. Quella dei riformisti che sarebbero tentati dall’amoreggiare con la destra è un vecchio cliché culturale del progressismo italiano. Togliatti definì Nenni “Un nazionalsocialista”. E Forattini, con le sue vignette, raffigurava Craxi con il Fez in testa. Una ragione se, alla fine, il centrosinistra è minoranza elettorale nel Paese dovrà pure esserci. Il centrodestra che non ha ancora ufficializzato il proprio candidato, si frega già le mani. Qualora l’operazione dovesse concretizzarsi (Renzi dichiara di avere un nominativo di primissimo livello…), si assottiglierebbe ancora di più il perimetro elettorale per la sinistra. Già i sondaggi sono quelli che sono, ci manca soltanto questo. Le Primarie celebrate appena tre giorni fa appaiono lontane. Una terra straniera. La partita è qui e ora.  Con le vendette pronte a scattare…