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Lun, Apr

Il mondo alla fine del mondo

Il mondo alla fine del mondo

Politica

Immagini-choc ci giungono, ancora una volta, dal Pronto Soccorso dell'Ospedale Santissima Annunziata. Barelle di fortuna, corridoi spogli, dignità umana svenduta al mercatino delle pulci. Si dica basta a questo scempio dei tempi moderni

Immagini dal mondo alla fine del mondo. Non appaia roboante, questa espressione. Fuori luogo. Eccessiva. Da subitaneo ricovero in un Pronto/Tardo Soccorso. Lo andiamo denunciando da tempo: la situazione al Santissima Annunziata, così com’è, ha oltrepassato i limiti della decenza umana. Del rispetto da portare a chi soffre e necessita di cure - e assistenza - medica. Una città di circa 200 mila abitanti, il secondo agglomerato urbano della Regione, non può contare su un solo reparto di questo genere. Su un Pronto Soccorso che tutto è fuorché pronto. Non certo per colpa dell’encomiabile – e, a tratti, eroico - personale medico, impossibilitato nel fronteggiare una situazione più grande di loro. Con orari di lavoro disumani. Con responsabilità sovraordinate rispetto ai propri ruoli. E non esiste esigenza contabile, Piano di Rientro Ospedaliero, opportunismo politico, che possa giustificare questo stato di cose. Le persone sono più importanti della ragioneria. La dignità viene prima di calcoli e speculazioni spicciole. Sempre. Comunque la si pensi. Siamo a Taranto, no a Damasco o nella Beirut funestata dalla guerra civile dei primi anni ’80. Siamo pur sempre parte di quell’equivoco semantico chiamato Occidente. Immagini come queste, forniteci da un nostro lettore, fanno male. A noi. A tutti. Ad un’idea di etica pubblica tanto cara a Spinoza. A quel mondo alla fine del mondo che rivendica soltanto un po’ di normalità. Senza avere l'obbligo di sostare su barelle di fortuna, in corridoi spogli, di un anonimo Pronto/Tardo Soccorso