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Mar, Feb

Mittal, Vianello (M5S):"Bene commissari ma sulle bonifiche occorre un’accelerata”

Mittal, Vianello (M5S):"Bene commissari ma sulle bonifiche occorre un’accelerata”

Politica

Il deputato tarantino del MoVimento 5 Stelle commenta i contenuti dell'audizione svoltasi oggi in commissione Ambiente della Camera con i Commissari straordinari Ilva in AS.

“Ringrazio i tre Commissari Ilva in AS per aver fornito all'attenzione delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera un puntuale resoconto sullo stabilimento siderurgico di Taranto, su cui registro l'assenza di collaborazione da parte di Arcelor Mittal, il quale contestualmente si è permesso di minacciare lo Stato italiano, nonostante gli evidenti problemi sul fronte della sicurezza dei lavoratori, la manutenzione degli impianti e la tutela dell'ambiente". Lo afferma il deputato tarantino del MoVimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, commentando i contenuti dell'audizione svoltasi oggi in commissione Ambiente della Camera con i Commissari straordinari Ilva in AS. "I Commissari - continua il deputato - da parte loro hanno confermato che le bonifiche stanno procedendo, ma sul punto ritengo necessaria un'accelerazione, prevedendo anche un intervento normativo che sburocratizzi le procedure. Benissimo, poi, il progetto dell'architetto Fuksas che gratuitamente ha proposto una nuova visione per la cava L'Amastuola proprio su suggerimento dei Commissari". "Sulla questione della impropriamente detta 'decarbonizzazione' poi, ho personalmente esposto i miei dubbi: oltre alla sostenibilità ambientale mi chiedo chi metterà i soldi per gli interventi attualmente oggetto di trattativa tra Governo e Mittal", incalza Vianello che aggiunge: "A maggior ragione perché manca ancora oggi una Valutazione del Danno Sanitario in senso preventivo, e inoltre l'area a caldo continua a produrre in forza di un Salva Ilva nonostante sia sotto sequestro, perché incompatibile con l'ambiente e la salute. Occorre coraggio e serve riconoscere che la strada sin qui percorsa è stata fallimentare, quindi agire di conseguenza a favore della città e non della fabbrica". "L'immunità - conclude - non è mai stata nel contratto firmato da Arcelor Mittal, lo tengano bene a mente coloro i quali, ancora e ancora, agitano il fantasma dell'esimente. Lo abbiamo dimostrato per primi noi del M5S e lo hanno confermato anche in sede parlamentare i Commissari".