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Gio, Lug

Palazzo Chigi non è il Grande Fratello

Palazzo Chigi non è il Grande Fratello

Politica

 

Ai tempi del coronavirus anche la democrazia è in quarantena

Siamo in piena emergenza sanitaria, a causa del covid-19, e mai come in questo momento servirebbe al Paese da parte delle Istituzioni un metodo di comunicazione serio, efficace e, soprattutto, accessibile a tutti. Vero è che viviamo ai tempi dei social network, oramai trascorriamo parte del nostro tempo a pigiare il tasto “mi piace” su facebook piuttosto che a cinguettare su twitter o a fare qualche storia su instagram. Ma a tutto c’è un limite, in particolar modo quando si è nei cosiddetti palazzi del potere. Ci chiediamo: è mai possibile che il Presidente del Consiglio dei Ministri tenga conferenze stampa di fondamentale interesse per il Paese sul suo profilo facebook?

La comunicazione istituzionale, specie quella di Palazzo Chigi, dovrebbe essere accessibile a tutti e non solo ai cittadini social. Per non parlare dell’orario: una conferenza stampa notturna in ritardo, alle 11 di sera, senza avere uno straccio di decreto sul tavolo, una lista dettagliata e senza aver espresso con chiarezza le misure adottate e il da farsi. Così facendo non hanno fatto altro che mandare allo sbando e in confusione cittadini, lavoratori, aziende e via dicendo. E, in ultimo ma non per importanza, l’assenza di giornalisti che mai come in questa fase drammatica e straordinaria rappresentano un riferimento per i cittadini oltreché una garanzia sull’informazione ai tempi delle fake news.

Lo hanno ribadito anche l’Ordine dei Giornalisti e l’associazione Stampa Parlamentare chiedendo, tra l’altro, conferenze stampa da remoto per consentire le domande, anche quelle scomode, mentre si garantisce la sicurezza sanitaria. Lo sappiamo, le domande seccanti non piacciono a nessuno, soprattutto a chi crede di comunicare tutto comunicando il nulla. Perché di questo si tratta, alla faccia della democrazia e del pluralismo. Ma d’altronde cosa ci aspettiamo da un Paese in cui il Parlamento, luogo di controllo e di indirizzo, è "chiuso". E’ proprio il caso di dire che la nostra democrazia è in quarantena. La formula della diretta live su facebook non ha funzionato. E, sempre sul tema della comunicazione istituzionale, non ha funzionato neanche la divulgazione di alcune decisioni importanti. Decreti su decreti, scuola chiusa si, scuola chiusa no, zona rossa si per poi dire zona rossa no, chiusura e apertura allo stesso tempo dei negozi e in ultimo la miriade di moduli utilizzati per autocertificare gli spostamenti. Meglio non parlare delle misure economiche messe in campo per famiglie e lavoratori. Ancora oggi non ci è dato sapere quando e come poter accedere a tali “aiuti”.

Sarà la ricerca del consenso, il timore (legittimo) di sbagliare oppure la corsa a chi la spara prima degli altri? Sicuramente questo non è il tempo delle polemiche, oggi è il momento della responsabilità e del rispetto delle regole. Stando alle ultime uscite istituzionali l’idea è quella che forse la lezione sia stata capita e il tiro sia stato parzialmente corretto. Meglio così, porre fine al dilettantismo non è mai troppo tardi. Il messaggio sarà arrivato anche al Premier Conte e a al suo fidatissimo portavoce e capo ufficio stampa, un certo Rocco Casalino. Palazzo Chigi non è il Grande Fratello. Grazie!