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Gio, Ott

La donna è mobile

La donna è mobile

Politica

Elevare la (dis)parità di genere a nuova ideologia del secolo. La Puglia si è portata avanti con il lavoro, a Roma hanno deciso di replicarne l'esempio nonostante una certa confusione comunicativa. Non c'è Bellanova che tenga quando basta sborsare 1000 euro per lasciare tutto tale e quale

Di disparità in disparità. Il genere è un optional. A Roma così come a Bari. La doppia preferenza un artificio elettoral-populistico, l’espressione in grado di sconfinare nella negazione di se stessa. L’inganno, insomma, da circumnavigare mediante una ridicola ammenda amministrativa. La Puglia non riesce a dotarsi di una legge che contempli le tanto famigerate – e parecchio offensive – “quote rosa”. E la composizione delle prossime liste continuerà, imperterrita, ad emanare un olezzo finto, ipocrita, da maschilismo effeminato. Nonostante Conte. Nonostante colui che avrebbe dovuto mettere una pezza alle falle di Emiliano – e di un Consiglio regionale tutto chiacchiere e distintivo. Ed esercitare i cosiddetti poteri sostitutivi, mediante l’inflazionato strumento della decretazione d’urgenza. Obbligando, così facendo, con un sussulto degno di un leader democratico, di “sinistra”, per far contento Zingaretti e lasciar perplesso un confuso e confusionario Di Maio, capi e capetti politici locali a bilanciare le candidature di maschietti e femminucce per le prossime consultazioni del 21 e 22 settembre. Il decreto votato a Roma, in realtà, cambia poco e niente. Basterà pagare una multa di poco superiore ai 1000 euro perché le liste siano tutte al maschile. Quote blu, sempre più blu… Altro che quote rosa. Anche un daltonico coglierebbe l'inganno. Qualche tempo fa si sarebbe sentenziato: fatta la legge, trovato l’inganno. Qui invece manca proprio la legge, la certezza del diritto, con la norma ridotta ad essere un lancio di agenzia, un comunicato stampa affidato alla confusione di genere della Casalino&Associati. La donna è mobile. Pronta a spostarsi. A cambiare traiettoria. Ad entrare ed uscire da una lista elettorale senza che nessuno se ne sia accorto. Un solo attimo prima che le operazioni di voto possano consumarsi.