21
Mer, Ott

Non c'è fortuna per gli artisti

Non c'è fortuna per gli artisti

Politica

Senza di loro niente sarà più come prima. Nessuna nuova legislatura potrà mai dare conforto ai nostri cuori (e alle nostre menti) per la mancata riconferma - o la possibile promozione - di un personale politico di così straordinaria rilevanza. CosmoPolis interroga le figlie di Pelia

Aveva ragione mio padre a ripetere che la fortuna non irride quasi mai agli artisti. Ai più capaci. Ai meritevoli sopra ogni ragionevole dubbio. Sono sempre quelli bravi a restare all’asciutto, con un pugno di mosche (non votanti) tra le mani. Gli elettori hanno deciso cosi: amen. Nel segreto dell’urna c’è un residuato di cinismo che, il nostro Paese, disconosce con la faciloneria di sempre. E, magari, baratterebbe volentieri mediante la ricerca dell’unico compromesso possibile: quello impossibile. Senza Mazzarano, senza Morgante, senza Musillo (che ad onor del vero non c’era neanche prima), senza Peppo Turco, senza tutti coloro i quali dovevano esserci e non ci saranno, quelli che avrebbero fatto il pieno di consensi, che legislatura sarà la prossima? Come potremo discutere di Recovery Fund, di Meccanismo europeo di stabilità, di Fondi strutturali assai più cospicui per il Mezzogiorno rispetto alla precedente programmazione, di mobilità intelligente, di Ilva decarbonizzata, di economia circolare, di riforme istituzionali in assenza di un personale politico di così rilevante significato? Chi ci darà la forza delle idee, la competenza, lo studio analitico dei problemi collettivi da questo momento in poi? E’ una disfatta indicibile, un avvenire cupo quello che si staglia all’orizzonte. La Puglia, con la loro bocciatura (di questi scienziati del pensiero politico, of course), con la loro esclusione dai giochi di Palazzo, rischia di non essere più la California d’Italia (copyright di Franco Tatò). E Taranto di perdere, tutto ad un tratto, in maniera inaspettata una guida certa, luminosa, dai banchi del Consiglio regionale. Proprio non ci voleva un esito del genere. Valla a capire poi questa democrazia, con le sue regole non scritte. Uno opera bene, si spende per il territorio di riferimento, si fa vedere tra i cittadini per tutti e cinque gli anni del mandato, e non certamente solo qualche settimana prima del voto, per poi ottenere cosa. Non c’è riconoscenza in questo mondo. Anche quelli di Striscia la notizia pare siano rimasti parecchio male per la mancata rielezione di Michele "baffino" Mazzarano. Non c’è fortuna per gli artisti.  E questa politica sgrammaticata somiglia sempre più alle figlie di Pelia. Le stesse che tagliavano a pezzi il vecchio padre per farlo rinascere. Sotto altre sembianze, si spera.