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Melucci ed Emiliano: “Con il Governo su Ilva si riapre il dialogo”

Politica
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In una conferenza stampa lampo convocata a Palazzo di Città a poche ore di distanza dalla visita del ministro Calenda, il sindaco di Taranto, Melucci e il governatore di Puglia, Emiliano leggono la fumata: “Si riaprono i negoziati - spiegano - al centro i diritti dei cittadini”. E in merito all’impugnazione del DPCM sull’Ilva chiariscono: “Auspichiamo decadano da soli i motivi del ricorso”

“Abbiamo recuperato serenità e dopo la convocazione del tavolo per Taranto auspichiamo decadano da soli i motivi alla base del ricorso”. Questo quanto affermato dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci poco fa nel corso della conferenza stampa convocata a poche ore di distanza dall’incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.  Il primo cittadino alla presenza del governatore di Puglia, Michele Emiliano ha ribadito “la riapertura dei negoziati” sulla questione Ilva. “La faccenda è talmente complicata – ha sottolineato Melucci - che facciamo un passo per volta. Ciò significa rivedere l’architettura di questo tavolo” e “il suo percorso giudiziario”. Su quest’ultimo punto il primo cittadino rassicura: “Riprendiamo a dialogare”.   

Il governatore Emiliano ha poi sottolineato l’apertura da parte del ministro in merito ad una faccenda i cui profondi aspetti “non conosceva”. “Ho visto un segno di umanità”, ha precisato Emiliano, ciò “ha agevolato la ripresa del dialogo senza condizioni. Adesso c’è la voglia di mettersi al tavolo e lavorare”. Secondo l’ex magistrato ad assumere un ruolo fondamentale in tal senso è stato i l presidente del Consiglio Paolo Gentiloni responsabile di aver “ripristinato il rapporto tra istituzioni”. “Tutelare i diritti delle persone è importante”, ha poi precisato.

Ma il dibattito non verterà esclusivamente sull’impugnazione del DPCM sull'Ilva o sulla valutazione del rischio sanitario: “Abbiamo posto all’attenzione del ministro il problema dell’indotto - precisa Melucci- e abbiamo dato disponibilità a risolvere in via definitiva la questione”. Il tavolo vedrà affrontato anche il problema della copertura dei parchi minerali, primo intervento in programma e l’utilizzo delle risorse destinate al capoluogo jonico, in tutto 30 milioni.

In merito alla freddezza nei rapporti tra governo ed enti locali e regionali, Emiliano ha chiarito: “Ci si assume una responsabilità sul futuro dell’Ilva e dei cittadini, il ministro ha compreso di non avere consenso sociale e delle istituzioni e capito l’errore. La nostra richiesta di partecipare agli iter decisionali non derivavano da un protagonismo senza senso, ma desideravamo influenzare il processo fino a renderlo compatibile con la salute delle persone. Una convivenza con la fabbrica è possibile”.

“Ci informeremo sentendo tutti i soggetti interessati. – ha poi proseguito - Le osservazioni non saranno solo le nostre ma anche delle associazioni del territorio, come Peacelink. D’altro canto l’atto (il DPCM ndr) non era stato impugnato solo da noi ma dall’universalità dei soggetti. Non eravamo dei matti che agivano in modo inopportuno. Tutto questo è svanito ed ora si apre una discussione civile ed istituzionale. Non significa però che da domani ci si accolgano a braccia aperte – precisa Emiliano parlando del Governo – ma che si riapre il dialogo".

Circa le priorità in gioco non sembrano esserci dubbi, mentre verrà valutata in itinere la bontà delle azioni stabilite: “Il compito del sindaco è difendere la salute dei cittadini tarantini. – ha proseguito il governatore - Il piano industriale e ambientale devono essere coerenti con questi diritti. Sappiamo che la chiusura della fabbrica sarebbe un disastro occupazionale, ma erano stati lasciati fuori in questi anni Taranto, la Regione e il Comune che adesso possono parlare con il potenziale acquirente e con il Governo senza che si cambino le regole del gioco a mezza strada. Un passo in avanti incredibile” .

Sulla possibilità di ritirare il ricorso al Tar Melucci chiarisce infine: “Credo che fosse strumentale a raggiungere questi obiettivi. Certo non può essere un ricatto, ma ora è possibile avviare un negoziato e un tavolo specifico per Taranto che dia spazio completo a tutti i temi sull’ambiente. Occorreva recuperare le distanze umane prima che politiche – conclude il sindaco – ed ora gli enti locali ritornano protagonisti. Ognuno inizierà a valutare se si rispettano certi impegni. Aprire il dialogo significa mettere al centro gli interessi della comunità”.