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Martedì, 23 Gennaio 2018
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Dis-accordo di Programma

Politica
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Calenda chiama Melucci. Il ministro sceglie le colonne del Corriere della Sera per rivolgere un appello al primo cittadino jonico: "La copertura dei parchi minerari verrà anticipata e l'Ilva, nel giro di 24 mesi, potrebbe diventare l'acciaieria più moderna d'Europa. Non trasformiamo il nostro Paese nella Repubblica dei ricorsi al Tar..."

Calenda chiama Melucci. Il ministro per lo Sviluppo economico chiede al sindaco di Taranto di firmare un Accordo di Programma su Ilva. Assieme al Governo, alle parti sociali e ai nuovi proprietari di Arcelor Mittal. “Siamo d’accordo su tutto – dichiara l’esponente dell’Esecutivo Gentiloni – con il primo cittadino jonico. Verrà anticipata la copertura dei parchi minerari. L’Ilva potrebbe diventare la migliore acciaieria d’Europa in soli 24 mesi. E allora, mi chiedo: perché non farlo…?”.  Dichiarazioni, queste, rese questa mattina dal ministro nell’ambito di una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. Esiste il rischio che il nuovo compratore si ritiri? “Non lo so”, taglia corto Calenda. “Ha chiesto garanzie sugli investimenti allo Stato per tutelarsi nel caso in cui i ricorsi al Tar invalidino tutto, magari fra due anni. E’ inaudito: 5,3 miliardi di euro per un investimento industriale nel Sud non si vedevano da 40 anni. Ma, ripeto, la cosa incredibile è che nel merito del Piano ambientale non ci sono osservazioni rilevanti”.
L’ultima stoccata, l’ex esponente di Confindustria la destina all’immobilismo istituzionale del nostro Paese: “Abbiamo perso la sfida della costruzione di un sistema più forte ed efficiente, bocciando i referendum voluti da Renzi. La sicurezza nazionale viene messa a rischio da un sistema che rallenta l’implementazione delle decisioni, favorisce il prosperare di particolarismi e ci trasforma nella Repubblica dei ricorsi al tar e dei feudi locali (…)”.