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Ven, Ott

Musillo candidato alla Camera? Sì, ma non con il Pd

Musillo candidato alla Camera? Sì, ma non con il Pd

Politica

L'ex segretario provinciale dei Dem dovrebbe candidarsi con la lista di "Liberi e Uguali" del presidente Grasso. CosmoPolis vi racconta i possibili effetti, gli scenari che questa scelta determinerebbe sugli equilibri politici in seno all'Amministrazione Melucci 

Un ticket per il prossimo Parlamento, con possibili strascichi negli equilibri politici che delimitano l'azione dell’Amministrazione Melucci. Walter Musillo, ex segretario provinciale del Pd, ex “fedelissimo” luogotenente dell’onorevole Pelillo, ex amico personale del sindaco di Taranto e suo socio in affari, animatore e protagonista dell’associazione culturale Liberdem, realtà localistica che gravita nella galassia dei  Democratici, è pronto a compiere il grande salto. Quale? Lasciare il suo partito di provenienza per candidarsi con la lista “Liberi e Uguali” del presidente Grasso. La decisione è stata presa da tempo e, con molta probabilità, verrà ufficializzata nelle prossime settimane. Va soltanto capito, con le regole del Rosatellum, la nuova legge elettorale per l’elezione dei due rami del Parlamento, quante possibilità di essere eletto avrebbe, in concreto, l’ex reggente dei Dem jonici. Correrà nei collegi uninominali del maggioritario o avrà un trattamento di favore, con un posto nel listino bloccato del proporzionale? Una partita ad incastro, oltremodo complessa quella che verrà disputata il prossimo 4 marzo. Una partita che, al di là dell’esito finale, potrebbe incidere sul proseguo dell’attuale legislatura a Palazzo di Città. Non è un mistero che diversi consiglieri comunali siano molto vicini allo stesso Musillo. Alcuni militano proprio nel gruppo consiliare del Pd (Pulpo, Simili e Fuggetti). Altri, come De Gennaro e Festinante, fanno gruppo a sé. Così come non è un mistero che gli stessi, in maniera trasversale, senza troppo dar conto a sigle e denominazioni partitiche, cerchino di trovare una sintesi, un punto di equilibrio che bilanci l’arroganza – e la vocazione crescente a voler accentrare l’intera attività amministrativa – del primo cittadino.
Ecco perché la scelta di Musillo, quella di candidarsi alle prossime elezioni politiche fuori dal perimetro partitico del Pd, potrebbe cambiare la geografia politica tra le forze di maggioranza che sostengono Melucci. Roma, come spesso è accaduto nella vicenda storica delle due città, sarà ancora una volta fatale per Taranto? E le reiterate offese, patite in questi primi mesi di legislatura a Palazzo di Città, di chi siede nell’assemblea elettiva – l’ultima, in ordine di tempo, il mancato invito da parte del sindaco ad alcuni consiglieri di maggioranza per la consueta conferenza stampa di fine anno - , non essere più tollerate.