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Martedì, 23 Gennaio 2018
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Turi chiama Melucci: "Sull'Ilva, il sindaco di Taranto ricerchi un consenso ampio"

Politica
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Il ricorso al Decreto del presidente del Consiglio, sul Piano Ambientale di Arcelor Mittal, sì. Quello contro il progetto di riordino ospedaliero, licenziato da Emiliano, no. Capite perchè la politica, e i suoi finti protagonisti, perdono di credibilità? E poi ci lamentiamo che meno del 30% degli aventi diritto si rechino a votare...

“Dal sindaco di Taranto non abbiamo ricevuto, in questo lasso di tempo, da quando si è insediato lo scorso mese di giugno, alcun invito per affrontare tutti quanti assieme la complicata vicenda Ilva. Si è isolato, assieme al presidente Emiliano, invece che ricercare una sintesi con gli attori sociali che, a vario titolo, operano sul territorio…”. Non utilizza messe misure, giri di parole il segretario della Uil jonica, Gianfranco Turi. Sceglie, per richiamare alle proprie responsabilità il primo cittadino di Taranto, il salotto televisivo della nostra web tv, nell’ambito dell’appuntamento settimanale con l’approfondimento politico ed economico di Pop Politik (la puntata, registrata questa mattina, sarà visibile domani sera a partire dalle ore 20 sul canale youtube di CosmoPolismedia).
“Vicende complesse – ha sottolineato Turi – necessitano di risposte straordinarie. Non servono i ricorsi ai tribunali, il richiamo alla via giudiziaria; serve, semmai, la buona politica e la responsabilità delle classi dirigenti di fronte al dramma sanitario ed occupazionale di Taranto. Melucci, invece, ha ritenuto di fare a meno di noi; d’inseguire Emiliano lungo la strada del solipsismo istituzionale…”. La vertenza Ilva, con la discussione dei due Piani – quello ambientale e industriale – riprenderà a Roma il prossimo 10 gennaio. Una volta acquisita la copertura dei parchi minerali entro i prossimi 24 mesi, una volta appurata la tempistica delle restanti opere di bonifica, con le relative garanzie finanziarie, sarebbe lecito riconsiderare la vertenza-Taranto nella sua complessità? Iniziando, per esempio, con il dare il giusto risalto alle carenze strutturali che perdurano nell’offerta sanitaria di questa provincia. Melucci, a tal proposito, perché non ricorre al Tar anche per il Piano di riordino ospedaliero licenziato da Emiliano? Non sarà che esistono Piani e Piani? Quelli da rigettare, sempre e comunque! E quelli da accogliere senza neanche fiatare.