No Melucci, la Franchitto non dovevi lasciartela sfuggire

Politica
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Il sindaco di Taranto, colui che ama la stampa e la libera informazione, soprattutto quella che muove alcune critiche al suo operato, perde pezzi in seno alla propria squadra di governo. Leggete la missiva con la quale l'ex assessore rassegna le dimissioni e vi ritroverete, come d'incanto, dinazi ad un capolavoro della letteratura ermetica

Fuori dal Comune. Non in senso figurato, ma in maniera concreta. Melucci, il sindaco che ama la stampa e la libera informazione, soprattutto quella che muove alcune critiche al suo operato, perde pezzi in seno alla propria squadra di governo. Nelle ultime ore, l’assessore Anna Maria Franchitto (Affari Generali e Risorse Umane) ha rassegnato le dimissioni. Sarà il periodo, sarà Melucci stesso, sarà Melucci più Cesareo, o Cesareo più Melucci (la proprietà commutativa, diamine!), sarà il suo vice De Franchi – vice di Melucci, s’intende - ma questa scelta, quella della Franchitto per l’appunto, fa il paio con il ritiro delle deleghe ai consiglieri comunali operata dal primo cittadino quasi in contemporanea. Interessante il messaggio dell’ormai ex componente del governo cittadino: “Qualche risultato lo abbiamo raggiunto e lei me ne ha dato atto pubblicamente. Mi mancava un dirigente!”. Magnifico. Questo tipo di missiva andrebbe presa e portata pari pari nei corsi universitari di Scienze della Comunicazione. Altro che ermetismo! Quasimodo, Ungaretti, Montale: imparate come si fa dalla Franchitto. In quel “mi mancava un dirigente” si cela il disappunto politico con la ristrettezza delle risorse umane. La distanza da una prassi amministrativa con il regolamento degli enti locali. Melucci, una così non dovevi lasciartela sfuggire. La Franchitto non è un De Franchi qualsiasi…