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Martedì, 23 Gennaio 2018
Pregiudicata tarantina finisce in carcere. Ha violato per venticinque volte le prescrizioni imposte dalla misura alternativa

Emiliano ci taglia anche il trasporto per i neonati gravemente ammalati

Politica
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Conferenza stampa, questa mattina, del gruppo dirigente di Direzione Italia. Il governatore delle Puglie si conferma, ancora una volta, un inguaribile tifoso della nostra città. Nessuno come lui, nessuno prima di lui, ha fatto così tanto per questo territorio. Con buona pace di quell'ambientalismo del menga che inneggia i suoi ricorsi dinanzi al Tar e dimentica tutto il resto

Da una parte la politica, dall’altra la quotidiana prassi amministrativa. Direzione Italia, la formazione politica fatta nascere dall’onorevole Fitto, sceglie lo strumento della conferenza stampa per illustrare le criticità del momento. Per provare a fare il punto della situazione con i suoi due massimi rappresentanti istituzionali espressi sul territorio: l’onorevole Chiarelli e il consigliere regionale Perrini. Vicenda Ilva ed emergenza socio-sanitaria – nell’area tarantina – sono i temi ricorrenti, le note stonate di un dibattito pubblico piuttosto incerto e imprudentemente politicizzato. A tutti i livelli; e, al di là degli schieramenti. “Non servivano i ricorsi al decreto del Governo sul siderurgico; figuriamoci, poi, i controricorsi”, taglia corto il deputato di Martina Franca.  L’unica cosa che andrebbe fatta, senza perdere ulteriore tempo, “sarebbe far partire le bonifiche”. Farlo, semmai, attraverso le disposizioni di legge sulla “decretazione d’urgenza”. Ma Ilva significa molte cose messe assieme. E’ un caleidoscopio delle opportunità mancate, emblema fattuale di un futuro troppo a lungo calpestato. Bonifiche all’interno del perimetro aziendale e, al tempo stesso, manutenzione delle aree ubicate al suo esterno. Ad iniziare proprio dal tanto discusso quartiere Tamburi. “Nel corso dell’audizione con il presidente Emiliano sull’Accordo di Programma redatto da Regione e Comune di Taranto – sottolinea Perrini – ho posto all’attenzione le precarie condizione del manto stradale nei pressi della scuola Deledda”. La zona in questione è quella dove, nel 2012, si aprì una voragine e un furgone finì con il precipitare al suo interno. Buona parte del quartiere Tamburi è attraversato, nel sottosuolo, da gallerie occupate da una grande pompa idrovora che trasporta acqua dal Mar Piccolo sino all’Ilva. Esiste un rischio frana su un’area molto estesa. “Serve intervenire al più presto, necessitano interventi strutturali prima che possa verificarsi qualche tragedia”, ripete sconsolato Perrini.
Ambiente e salute: come sempre i due temi, a queste latitudini, finiscono con l’essere intrecciati. Irrimediabilmente legati l’uno all’altro. Facce diverse di una stessa medaglia. Riaprire subito il Pronto soccorso dell’Ospedale Moscati è il refrain del momento. L’ossessione di chi stolto ancora non lo è diventato. “Le sortite stralunate di qualche deputato, che vede a rischio la propria candidatura per le consultazioni di marzo (il riferimento è all’onorevole Vico, ndr), sono mera fantasia. Nessuna clinica privata, al momento, può supplire alla penuria dell’offerta pubblica da parte dei due ospedali cittadini per interventi di primo soccorso”. E poi, continua Perrini, “Emiliano nelle ultime ore ci ha confezionato un altro regalo…”.  A lanciare il grido di allarme è stato, nei giorni scorsi, il primario del reparto di neonatologia al Santissima Annunziata: il dottor Forleo. La giunta regionale (Emiliano, vergognati!) ha tagliato il servizio per il trasporto dei neonati che dovessero necessitare di particolari cure e interventi medici. La Regione garantirà questo tipo di prestazioni soltanto per le province di Bari, Lecce e Foggia. Il resto dei territori si arrangi come può. Un bimbo ai primi mesi di vita – di Taranto o, comunque, di questa provincia – dovrà aspettare che ambulanza specializzate si muovano da Bari e da Lecce, impieghino un paio di ore prima che si possa concretamente intervenire. EMILIANO VERGOGNATI! E, assieme a te, si vergognassero quei consiglieri tarantini che con il loro voto – e pur di conservare la sedia sulla quale sono beatamente seduti - ti consentano ancora di fregiarti del titolo di governatore di Puglia. E, sempre assieme a te, si vergognassero quei tarantini beoti, ambientalisti del menga, che inneggiano ai tuoi ricorsi dinanzi al Tar e dimenticano tutto il niente che caratterizza il tuo (non) operato in Regione. Quanto al sindaco di Taranto, stendiamo un velo pietoso. Sembrate padre e figlio ormai; la taglia – pardon, la stazza - è anche la stessa.