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Lun, Ott

Commissione Petizioni Ue su Ilva: "No riconversione immediata"

Commissione Petizioni Ue, su Ilva: "No riconversione immediata"

Politica

La Commissione Petizioni del Parlamento europeo in visita ispettiva a Taranto lo scorso luglio ha bocciato la riconversione immediata dello stabilimento. M5S: “E’ mancato il coraggio. Oggi voto beffa”

“Al Parlamento europeo oggi è mancato il coraggio. Nonostante venga finalmente riconosciuto il rischio alla salute umana rappresentato dall'Ilva di Taranto, con un voto beffa è stata bocciata la riconversione industriale immediata dello stabilimento. A Taranto i livelli di inquinamento sono sempre altissimi e si continua a morire, non si deve perdere tempo. Questo voto rappresenta una sconfitta per tutti quelli che guardano al futuro con ottimismo”. Così in una nota le europarlamentari del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato ed Eleonora Evi commentano il voto sulle conclusioni della visita ispettiva della Commissione Petizioni allo stabilimento dell'Ilva che si è tenuta il 17-19 luglio 2017.

Gli stessi eurodeputati membri della commissione in visita a Taranto hanno riconosciuto: “Anche se Ilva ed Eni rispettassero tutti gli standard ambientali previsti, i rischi per la salute dei residenti della zona di Taranto resterebbero a livelli “non accettabili”. Ma proprio i pentastellati hanno giudicato il testo “poco coraggioso” perché mancherebbe proprio della volontà di una riconversione immediata del siderurgico jonico.  La relazione riconosce rischi per i residenti e ritiene che non ci siano le condizioni necessarie per un incremento della produzione a più di 8,5 milioni di tonnellate annue, così come proposto dall'azienda. Mentre gli eurodeputati raccomanderebbero un limite produttivo di 6 milioni di tonnellate, fino a che l’azienda non adotti le misure previste per prevenire i danni ambientali.

“La Commissione Petizioni ha bocciato gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle che prevedevano il blocco dell'attività industriale inquinante. – proseguono - Avevamo proposto un piano dettagliato con la riconversione industriale immediata incentrato esclusivamente sulla produzione e l'uso delle energie rinnovabili e sulla valorizzazione culturale e turistica dell'area di Taranto. Questo è il futuro che vogliono i cittadini. Purtroppo dal Parlamento europeo oggi arriva una raccomandazione deludente che non cambia nulla”. “Continueremo la nostra battaglia – concludono - per trasformare Taranto in una città che scommette sul futuro e che non si ripiega sulle logiche del passato”.