15
Lun, Ott

Calenda/Emiliano: ANDATA E RITORNO

Calenda/Emiliano: ANDATA E RITORNO

Politica

La vicenda Ilva sembra consumarsi non solo nell’alveo delle contrattazioni e di tavoli più o meno fallimentari, ma anche tra le maglie di un dibattito semi-serio sul web. Il ministro Calenda scrive e il governatore Emiliano risponde. E viceversa. Una polemica social e poco autorevole

Il braccio di ferro verbale, e poco dialogante, tra il ministro dello Sviluppo economico e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano non sembra cessare. Botta e risposta tra i due che non risparmiano affondi a mezzo internet. La vicenda Ilva sembra dunque consumarsi non solo nell’alveo delle contrattazioni e di tavoli più o meno fallimentari, ma anche tra le maglie di un dibattito semi-serio sul web. Il ministro scrive e il governatore risponde. E viceversa. Una polemica social e poco autorevole.

“Pretendere massima occupazione per lo stabilimento con una tecnologia inapplicabile, in pieno stile pentastellato, in cui si utilizzano slogan che sono lontani dalla realtà, - scrive Calenda- ma la cosa che fa venire i brividi, - aggiunge il Ministro, - è che tali parole giungano da un magistrato”.

Emiliano non le manda a dire e in un post su Facebook pubblica una replica al vetriolo all’indirizzo di Calenda. “Si vergogni. – esordisce - L’esponente di un governo scaduto che insulta il governo legittimo della Regione Puglia e un intero partito politico, il M5S, che secondo lo stesso governo cui appartiene ha vinto le elezioni (e certamente le ha vinte a Taranto dove ha superato il 50% dei voti). Tale esponente – prosegue - sostiene di voler andare avanti nella trattativa Ilva ad ogni costo, proprio per impedire al legittimo governo della Puglia ed al principale partito italiano di partecipare alle decisioni, come è nostro diritto, sul destino dell’Ilva assieme alla comunità locale”. E poi ancora con un messaggio ridondante Emiliano aggiunge: “Si vergogni di confessare un vero e proprio abuso della prorogatio dei poteri del governo uscente, per operare in senso contrario a quanto potrebbe essere deciso di concerto dal governo del M5S e dal governo legittimo della Puglia”.

A quel punto il governatore fa appello al Presidente del Consiglio Gentiloni “perchè impedisca ai membri autoreferenziali e scaduti del suo esecutivo di portare avanti, peraltro malissimo, la trattativa col sindacato sui livelli occupazionali Ilva a seguito dell’eventuale acquisto da parte di Arcelor Mittal”. “È inaccettabile che due esponenti senza peso di un governo scaduto – prosegue la sua invettiva - facciano dettare dall’acquirente le condizioni ed in particolare subiscano il licenziamento di quasi 6500 lavoratori praticamente dimezzando il personale della fabbrica che ha fatto più morti di ogni altra in Italia. È immorale che questi membri del governo scaduto non accettino la decarbonizzazione dell’Ilva e accusino Regione Puglia e M5S di volere la chiusura della fabbrica”. E ancora: “Si vergogni chi rifiuta le modifiche tecnologiche che renderebbero sicura l’Ilva, e che per far ció vuole chiudere la trattativa senza ammettere al tavolo la Regione Puglia e prima che si possa formare il nuovo governo”.

L’appello di Emiliano è rivolto anche al M5S che a detta del governatore “appare in questo momento l’unico interlocutore della Regione Puglia ai fini della tutela della salute pubblica affinché - nel caso in cui ritenga di mantenere operativa la fabbrica - inserisca la decarbonizzazione dell’Ilva e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali tra le condizioni non negoziabili di qualunque accordo di governo con qualunque forza politica”.

Calenda su Twitter ri-replica con saccente ironia: “Primo caso conosciuto di politico che si bea della vittoria di un partito avversario nella regione che governa. – scrive il Ministro - Primo caso di magistrato che non ha la più vaga idea dei poteri di un governo, “Abuso della prorogatio!! Il negoziato tra le parti!”