“Basta giocare sulla pelle di lavoratori e cittadini”

Politica
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I portavoce del Movimento Cinque Stelle intervengono sulla vertenza-Ilva dando vita ad una conferenza stampa in cui viene ribadita la linea da seguire: chiusura delle fonti inquinanti e riconversione economica del territorio. E sul contratto per la cessione dell'azienda stipulato nel luglio scorso...

Il Movimento 5 Stelle non ha mai avuto dubbi. Riguardo all'Ilva la linea da seguire è quella tracciata sin dall'inizio: graduale chiusura delle fonti inquinanti, dare il via alle operazioni di bonifica utilizzando le maestranze in forza allo stabilimento e procedere alla riconversione economica del territorio. Il tutto attraverso un accordo di programma che tenga conto di queste priorità senza perdere altro tempo nell'ambito di una vertenza in cui a pagare il prezzo più salato sono lavoratori e cittadini

Concetti di una chiarezza disarmante, concetti che non ammettono equivoci, concetti che sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede del Meetup “Amici di Beppe Grillo” di via Dante non solo per fare il punto sulla questione-Ilva, ma anche per precisare i motivi che hanno indotto i portavoce del M5S a non aderire né agli inviti dei sindacati presso il Comune di Taranto, né a quello del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Che per la giornata odierna avevano indetto, più o meno contemporaneamente e, forse, senza sapere di aver avuto la stessa idea, distinti incontri finalizzati alla discussione sulla trattativa per il passaggio di proprietà dell'azienda. Un “giochino” che ai pentastellati non è piaciuto fino al punto da interpretarlo alla stregua di un “tranello” ordito ai loro danni. Ed è stato per questo che, dichiarandosi comunque sempre pronti a qualsiasi confronto, i parlamentari Mario Turco, Rosalba De Giorgi, Giampaolo Cassese. Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Veronica Giannone, Anna Macina, l'eurodeputata Rosa D'Amato, i consiglieri regionali Antonella Laricchia, Marco Galante, i consiglieri comunali Francesco Nevoli e Massimo Battista hanno deciso di dire la loro dando vita a quella che hanno definito “l'ennesima prova di compattezza del Movimento” su un fronte denso di insidie come quello rappresentato dalla vertenza-Ilva.

Già, l'Ilva. Uno stabilimento che, stando a quanto sostenuto dal consigliere Battista “è destinato alla chiusura” senza “se” e senza “ma”. Una chiusura dettata dall'obsolescenza degli impianti, dalla mancanza di sicurezza e dalla scarsa competitività della produzione. Una chiusura che dovrà essere programmata e che non dovrà lasciare “per strada” i lavoratori. Quei lavoratori che, sempre secondo Battista, non sono affatto contenti di come vanno le cose nello stabilimento e che se si sentissero proporre un'occupazione alternativa valida e “pulita” direbbero subito sì.

Secondo i portavoce del Movimento, l'Ilva chiuderà i battenti, ma prima che ciò accada si dovrà essere pronti alla riconversione economica del territorio che sarà il punto centrale dell'accordo di programma di cui ha parlato il senatore Turco, il quale ha posto in risalto come in questo momento sia necessario chiedere, in merito alla vertenza in atto, la massima trasparenza da parte sia delle istituzioni, locali e nazionali, sia di chi rappresenta i 14mila lavoratori. Per Turco si è di fronte ad una vertenza che ruota attorno a quell'accordo stipulato nel luglio dello scorso anno e che non dando garanzie sul medio-lungo termine nega la soluzione a tutti i problemi dei dipendenti dello stabilimento e di un'intera città. Secondo il parlamentare, a questo punto si dovrebbe avere il coraggio di chiedere la revisione di quel contratto e rilanciare l'accordo di programma che deve avere al centro la riconversione economica di Taranto.

E se un atto di coraggio è stato chiesto da Turco, massima responsabilità viene pretesa dal deputato Vianello quando lui stesso ricorda che la Procura ha dovuto proporre l'archiviazione per “la pioggia di diossina” abbattutasi sul rione Tamburi poiché chi dovrebbe essere imputabile è coperto dalla famosa immunità stabilita per decreto (“Non è possibile che nel 2018 a Taranto, in Italia avvenga questo. E' disumano!”).

Coraggio, responsabilità, trasparenza: è tutto ciò che serve per evitare che si continui a giocare sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini. Di questo i pentastellati ne sono più che convinti, così come sono convinti che il momento delle decisioni non si può più rimandare.