“Parliamo di sporcizia…”

Politica
Typography

Il Presidente della Provincia di Taranto risponde a dichiarazioni che il Governatore Emiliano avrebbe fatto con riferimento alla gestione dei rifiuti sul territorio jonico. Tamburrano starebbe pensando anche alle dimissioni

Per Martino Tamburrano la Regione nulla ha fatto di quel che avrebbe potuto per contenere la problematica delle discariche sul territorio jonico, che hanno continuato nei tre anni di gestione Emiliano, così come è accaduto nei dieci di Vendola, ad accogliere sempre più rifiuti provenienti da altre zone: Brindisi, Foggia e Nord Barese. Nessuna legge per impedire la realizzazione di nuovi siti, né per porre limiti ai volumi in ingresso, nessun Piano dei Rifiuti. Semplicemente ordinanze per autorizzare ampliamenti e appunto nuovi conferimenti, quindi delocalizzazioni. Del resto il Commissario ad Acta dell’Agenzia della gestione dei rifiuti della Puglia, Avv. Grandaliano, avrebbe dichiarato la strategicità delle discariche tarantine per la risoluzione dell’emergenza.

Il Presidente della Provincia di Taranto ricorda che sul tema in oggetto l’Ente che rappresenta non ha potere decisionale, non stabilisce nulla, non programma, ma è solo esecutore. “Per questo chi manomette la realtà dei fatti non credo sia degno di un ruolo istituzionale, perché sporca gli altri e sfugge al confronto”.  Martino Tamburrano risponde così alle dichiarazioni fatte dal Governatore lo scorso 1 maggio nel corso del dibattito organizzato dal Comitato dei Liberi e Pensanti, dichiarazioni nelle quali Emiliano avrebbe fatto riferimento a stretti rapporti e finanche “complicità” tra l’ex sindaco di Massafra e “il patron dei rifiuti” nella gestione degli stessi.  Da qui la decisione di Tamburrano di tornare su alcuni aspetti e considerare addirittura la possibilità, dopo il voto del 10 giugno, di consegnare la fascia da Presidente se l’atteggiamento di Emiliano non dovesse cambiare. “Nonostante la mia crosta politica, di fronte a certe cose non reggo più dal punto di vista emozionale. Non tollero più chi sporca l’altro, modificando la verità”.