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Gio, Ott

Centinaio: “Mai in vacanza a Taranto”

Centinaio: “Mai in vacanza a Taranto”

Politica

Pesanti le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell'Agricoltura e del Turismo alla Stampa: "L'Ilva deve continuare a essere un sito produttivo. Io non andrei a passare le mie vacanze lì". Pubblichiamo i commenti in merito del Consigliere regionale Gianni Liviano e del Consigliere comunale e provinciale, Piero Bitetti

Gianni Liviano – “Con sincerità ho pensato subito che si trattasse di una fake news. Mi sembrava impossibile che un Ministro della Repubblica si azzardasse a rilasciare un'affermazione così inopportuna. Successivamente però mi sono reso conto, vedendo le autorevoli fonti che hanno rilanciato la notizia, che effettivamente quelle dichiarazioni Lei le ha rese davvero e ciò, Le confesso, mi ha lasciato davvero basito.
Mi dispiace Sig. Ministro che Lei si lasci andare a queste dichiarazioni così inopportune sulla nostra città, Taranto. Da un Ministro ci attenderemmo un impegno forte a valorizzare l'intero territorio nazionale e non sforzi destinati all'esatto contrario. Mi consenta di dirLe in tutta sincerità che, probabilmente, queste Sue affermazioni derivano dalla non conoscenza della nostra città. Si informi Sig. Ministro. Si informi sul nostro bellissimo mare, sulla nostra storia magnogreca, sul museo MarTa, sul Castello Aragonese, sulla qualità elevatissima dei nostri cibi, sulla bellezza dei tramonti, sulla capacità di accoglienza delle persone.
Le confesso sommessamente che nei giorni scorsi ho provato a spiegare ai miei amici, che non dovevamo avere paura della Lega perchè, per quanto l'esperienza politica sia nata e cresciuta declamando permanentemente slogan antimeridionalisti, la responsabilità istituzionale avrebbe poi prevalso e la maturità politica avrebbe consigliato, agli uomini e alle donne della Lega al Governo della Nazione, di essere attenti a tutta l'Italia e in particolare alle zone più deboli. Inizio a temere invece che i miei amici avessero ragione. La invito, Sig. Ministro, a Taranto. La invito a trascorrere qualche giorno nella nostra città. Sono certo, confidando nella sua onestà intellettuale, che al termine del viaggio, alla prossima intervista racconterebbe ai giornali, di una città e di un territorio meravigliosi, dove è bellissimo venire a fare le vacanze”.

Piero Bitetti - “Le parole sono importanti, tanto più quando escono dalla bocca di un rappresentante istituzionale del suo livello. Lei ha detto – come riporta Repubblica riprendendo una sua intervista – che a Taranto non ci verrebbe in vacanza e che ci sarebbero ben altre località da valorizzare sotto il profilo turistico. Lei signor Ministro non è aggiornato e questo è grave per un esponente di governo. Lei non sa che la Puglia e Taranto sono già, e da molto tempo, dei posti turisticamente di prim’ordine. Sì, anche Taranto, come dimostrano i numeri lusinghieri delle presenze turistiche riferite agli ultimi anni. Lei non sa cosa è stata Taranto nell’antichità e non sa cosa è e vuole diventare Taranto nel prossimo futuro: una città autenticamente europea, accogliente, colta e solidale. Perché qui in riva allo Ionio, gentile signor Ministro, abbiamo il Marta, uno dei musei archeologici più importanti del mondo; abbiamo il castello Aragonese, tra i siti più visitati in Italia. Abbiamo la Città Vecchia, un’isola che tutti ci invidiano per la ricchezza storica e architettonica che esprime. Nella nostra provincia abbiamo le Gravine, la Valle d’Itria, le ceramiche, l’eredità della civiltà messapica e le chiese rupestri. E abbiamo il mare, tra i più belli al mondo. E non è autoesaltazione, signor Ministro, ma è quanto attestano oggettivamente classifiche e testimonianze. Certo, abbiamo anche i problemi che lei conosce. Ma noi dal governo ci aspettiamo una mano per superarli non dichiarazioni approssimative e superficiali che rischiano di stroncare sul nascere il nostro sacrosanto desiderio di fare quel salto di qualità che ci meritiamo.
E allora provi ad informarsi, prima. E se crede, venga pure a trovarci. La accoglieremo con un sorriso, come sempre facciamo. Con tutti”.