Marti e Tilgher su Di Maio: “Dopo frasi sul museo, possibile una legge per Taranto?”

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Le recenti dichiarazioni del vice premier Di Maio sul Museo archeologico di Taranto non sono passate inosservate. Dal Comune l'assessore alla Cultura e l'assessore allo Sviluppo economico replicano: “Studiare una quarta legge per Taranto? Ci auguriamo un maggior livello di approfondimento e analisi”

 “Siamo francamente scoraggiati nel constatare che senza un gruppo di sostegno che spieghi quello che vuole dire, sembra proprio che il vicepremier non riesca ad uscire da un ambito comunicativo che oscilla fra vuota banalità e assoluta ignoranza dei temi trattati”. Così l’assessore alla Cultura, Fabiano Marti e l’assessore allo Sviluppo economico Valentina Tilgher commentano le recenti dichiarazioni del vice premier Luigi Di Maio sul Museo archeologico di Taranto.

“In primo luogo qualcuno dovrebbe spiegare al vicepremier che, pur essendone onorati, il riconoscimento di “area con i reperti archeologici più importanti di tutta la Magna Grecia” – proseguono - non è poi questo gran che, se si considera che la Magna Grecia era localizzata esattamente sull’arco Jonico ed aveva Taranto come capitale. Difficile pensare che in Italia altre aree, non Magna Grecia, possano insidiarci il primato. In secondo luogo, - proseguono - riteniamo che non essere a conoscenza del fatto che Taranto sia sede di uno dei musei archeologici più importanti d’Italia (e non solo della Magna Grecia) non faccia particolare onore a chi, ricoprendo il suo ruolo, avrebbe quantomeno il dovere, prima di esprimersi, di informarsi”.

Esprimono dunque preoccupazione i due esponenti politici a fronte della volontà espressa dal vice premier di “studiare una quarta legge per Taranto, mentre, ad esempio, i fondi cs destinati alla città, finalizzati alla sua rinascita e riconversione, sono bloccati da mesi a causa della inazione del suo Governo”. “Manteniamo alte le speranze, - concludono - augurandoci che, nel prossimo futuro, il livello di approfondimento ed analisi aumentino, con la concreta e fondata speranza che il vice premier non decida di annunciare di aver deciso di portare a Taranto il mare”.