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Mer, Nov

Lardiello lascia Forza Italia

Lardiello lascia Forza Italia

Politica

“Non è più il partito del 1994 e Berlusconi non riveste più il ruolo di allora. In questo gruppo e nelle sue scelte non mi riconosco più, ma confermo il mio impegno per la città, questa volta da indipendente”: così il giovane avvocato tarantino, fino a ieri Coordinatore regionale e Vice Presidente Nazionale di Forza Italia Giovani

L’avvocato Mimmo Lardiello, fino a ieri Coordinatore regionale e Vice Presidente Nazionale di Forza Italia Giovani, lascia il partito, ma conferma il suo impegno da indipendente. Un disimpegno annunciato non senza rammarico, ma con la consapevolezza di aver creduto profondamente nel progetto di Berlusconi. Lardiello ringrazia i compagni di viaggio, coloro che hanno avuto fiducia in lui e “quei meravigliosi ragazzi, con i quali, negli ultimi anni, ho condiviso in Puglia una esperienza meravigliosa”.


Alla nostra domanda su una sua collocazione politica futura risponde così:
“Lavorerò per la mia città, sempre e comunque nell’ambito di forze alternative alla sinistra”.
Ma cosa ha determinato questo allontanamento da Forza Italia?
“Non è più la Forza Italia del 1994, spinta dal Presidente Berlusconi, che purtroppo esce sempre più dalla centralità del partito. Si sono perse le tracce dello spirito di quegli anni. Berlusconi rimane uno degli uomini più carismatici della storia dell’Italia degli ultimi 30 anni, ma la mia sensazione è che oggi non abbia più il pieno controllo di quel che accade in Forza Italia. Non c’è progettualità nel lungo periodo. Le scelte fatte negli ultimi tempi sul territorio sono frutto di una gestione che non condivido più. E’ più utile, per rispetto nei confronti della città e di coloro che credono in me, continuare a fare attività politica ma in maniera autonoma rispetto al partito”.
Come giudica la gestione della Provincia?
“E’ un organo che non ha più tante competenze, questo è certo, ma è comunque necessario riavvicinarlo ai cittadini, come è indispensabile il rinnovamento nella scelta del nuovo presidente”.
Per quel che riguarda le decisioni in materia ambientale?
“Sono state fatte scelte non condivise dai cittadini. Di fatto c’è troppa litigiosità, e quando accade questo si rischia di non dare la giusta importanza alla trasparenza dell’attività amministrativa. Il problema è questo: la mancanza di partecipazione. Il fatto che la Provincia sia diventata un organo di secondo livello non significa che l’ente diventi autonomo e il palazzo invalicabile per chi deve invece interfacciarsi con esso e che, soprattutto in tema ambientale, conserva invece importanti competenze. Il palazzo deve aprirsi e diventare trasparente rispetto a tutta una serie di scelte”.
Ilva. Un accordo siglato con Arcelor Mittal rasserena i lavoratori, o almeno così pare; d’altro canto però c’è chi accusa di tradimento i pentastellati. Cosa ne pensa?
“La gente ha votato per il Movimento Cinque Stelle che oggi non riesce a mantenere le promesse. Per l’Ilva, il punto non è tanto chiusura o no (difficile credere di poter chiudere la fabbrica da un giorno all’altro), quanto il fatto di aver promesso determinate cose. Oggi devono rispondere ai cittadini, che hanno creduto in loro”.
Un giudizio sulle passate elezioni comunali e sulla decisione del centrodestra di puntare su una figura proveniente da un ambiente diverso.
“Stefania Baldassari era ed è una persona perbene. Assolutamente nessuna contestazione personale; sicuramente quel che è accaduto, cioè aver perso una competizione elettorale che ci vedeva come favoriti, non ha influito positivamente sulla prosecuzione del percorso. Avremmo dovuto irrobustire la proposta del centrodestra piuttosto che presentarci con una coalizione così variegata, che non è stata evidentemente compresa fino in fondo dall’elettorato”.
Veniamo all’ attuale Amministrazione Comunale...
“Melucci e la sua squadra già nel primo anno, appena trascorso, avrebbero dovuto dare segnali di cambiamento. Si percepisce al contrario continuità rispetto alle giunte Stefano sia per le persone, che per il modo di operare. Per il futuro non ci si può aspettare granché. Si riscontra invece anche qui una elevatissima conflittualità, persino tra pezzi della maggioranza. Abbiamo bisogno di un progetto che riporti entusiasmo. La distanza dei cittadini dalla politica, testimoniata dalla risicata percentuale di affluenza al voto nel primo e ancor di più nel secondo turno delle ultime comunali, deve far riflettere sulle vere esigenze della città e sulle modalità con cui riavvicinare gli elettori”.