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Ven, Nov

TESTE D'UOVO

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Politica

Possibile conflitto d’interesse per il deputato tarantino del M5S, Gianpaolo Cassese? A chiederselo è Valerio Valentini sull'edizione odierna de "Il Foglio"

Possibile conflitto d’interesse per il deputato tarantino del M5S, Gianpaolo Cassese? A chiederselo è Valerio Valentini, con un articolo pubblicato nell’edizione odierna de “Il Foglio”. Il titolo, dato dal giornale che fu dell’Elefantino Giuliano Ferrara, è già tutto un programma: “L’uovo forte a 5 stelle: il deputato Cassese, con un guaio di conflitto d’interessi”. La storia è semplice – eppure complicatissima, come avrebbe sentenziato Leonardo Sciascia. Un po’, forse,  come tutte le storie italiane. Sempre sospese tra il possibile e il probabile. Tra virtù pubbliche e vizi privati. Tra pretendi da me quello che tu non hai alcuna intenzione di far fare a te. Il proprietario di un’azienda italiana che produce uova propone una legge, pensa poi tu, che ha il dichiarato obiettivo di favorire i proprietari di aziende italiane che producono uova. Semplice, no? Che testa di uovo. Tutto va bene Madama la Marchesa, of course. Tutto va bene un corno. “E uno – scrive Valentini – potrebbe dire pure ‘eh vabbè, che sarà mai’? Anche se l’imprenditore in questione è un deputato del M5S. Se non fosse che però è proprio il contratto di governo firmato da Lega e M5S a imporre rigore e inflessibilità nel definire il conflitto d’interesse”. Cassese, prima di essere arruolato da Di Maio, era molto conosciuto per la sua masseria “Del Duca” – 400 ettari che si sviluppano nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca. Una volta arrivato a Montecitorio diventa membro della commissione Agricoltura. “Ed è qui – argomenta Valentini – che il 25 ottobre scorso il parlamentare grillino presenta una risoluzione che impegna il governo a legiferare per far si che le uova siano sempre timbrate nel luogo di produzione. Cosa propone, nel concreto, Cassese?  Non solo le uova destinate al commercio, vanno timbrate; ma anche quelle destinate all’industria. E anche, soprattutto, quelle straniere destinate all’industria. Si tratta di una norma a sostegno dei produttori italiani. Proprio come Cassese, la cui azienda possiede un allevamento di circa 50 mila galline”. Bravo il nostro deputato, tutta testa (di uovo, s’intende). E il contratto di governo gialloverde? Quello che recita a pagina 15: “Deve qualificarsi come possibile conflitto d’interessi l’interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto d’interessi , ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario”. Chissenefrega. E’ una storia semplice, eppure complicatissima. Come tutte le storie italiane. Forse.