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Ex LSU Provincia di Taranto. Galante chiede chiarimenti

Ex LSU Provincia di Taranto. Galante chiede chiarimenti

Politica

“La Regione faccia chiarezza sul futuro degli ex LSU della sezione Protocollo e archiviazione”: così il consigliere regionale del M5S, Marco Galante

Fare chiarezza sul futuro dei circa venti ex lavoratori LSU della sezione Protocollo e Archiviazione della Provincia di Taranto. È quanto chiede il consigliere del M5S Marco Galante, che nei giorni scorsi ha depositato la richiesta di audizione in VI Commissione Lavoro del Presidente della Task Force regionale Leo Caroli e dell’assessore alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo. La vicenda ha avuto inizio nel 1998, quando questi lavoratori sono stati inseriti nell’organigramma dell’allora Centro Territoriale per l’Impiego di Taranto come LSU, in seguito a una selezione bandita dal Ministero del Lavoro. Successivamente si sono susseguiti numerosi passaggi, sino a giungere al 2013, anno a partire dal quale non si è più avuta notizia sul loro stato occupazionale e i soggetti interessati hanno iniziato a usufruire di ammortizzatori sociali giunti ormai al termine.
“In diverse occasioni – dichiara Galante – è stato chiesto alla Regione Puglia, di concerto con la Provincia di Taranto, di attivarsi per risolvere la situazione di questi ex lavoratori LSU, sia da parte dei Sindacati che si sono battuti per l’istituzione di un Tavolo tecnico ad hoc in seno alla Task Force Regionale, sia da parte del Comune di Taranto attraverso la Delibera consiliare n. 139/2017. Fino ad oggi, però, la Regione è rimasta “sorda” a tutte le richieste, lasciando questi lavoratori nel limbo degli ammortizzatori sociali, scaduti a luglio 2018 e sulla cui proroga sino al 2019 non v’è alcuna certezza. L’assessore Leo deve iniziare a farsi carico di questa vicenda. Per questo motivo -continua il pentastellato - ho richiesto la sua audizione, assieme a quella del Presidente della Task Force Caroli. Non si può più lasciare queste persone in una condizione di assoluta incertezza; parliamo di lavoratori con anni di esperienza alle spalle che chiedono solo di poter lavorare e si trovano in questa situazione senza avere alcuna colpa. Non è giusto che siano loro a pagare - conclude - per le scellerate decisioni prese negli anni in merito alle riorganizzazioni degli enti locali”.