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Lun, Mar

Palazzo di Città, 13 consiglieri rassegnano le dimissioni

Palazzo di Città, 13 consiglieri rassegnano le dimissioni

Politica

“Non sussistono presupposti minimi per continuare una esperienza amministrativa iniziata male e proseguita sempre peggio”. Inizia così la nota congiunta dei 13 consiglieri comunali di opposizione che comunicano le proprie dimissioni all’indomani dell’annuncio da parte del primo cittadino di lasciare lo scranno di Palazzo di Città

“Non sussistono presupposti minimi per continuare una esperienza amministrativa iniziata male e proseguita sempre peggio”. Inizia così la nota congiunta dei 13 consiglieri comunali di opposizione che comunicano le proprie dimissioni all’indomani dell’annuncio da parte del primo cittadino di lasciare lo scranno di Palazzo di Città.

Giampaolo Vietri, Floriana De Gennaro, Stefania Baldassari, Tony Cannone , Marco Nilo, Massimo Battista, Vincenzo Fornaro, Cataldo Fuggetti, Francesco Nevoli, Festinante Cosimo, Federica Simili, Pulpo Mario, Massimiliano Stellato, questi i nomi dei dimissionari che ad oggi lanciano un appello di coerenza.

“Seppur invitiamo il sindaco a non tornare sui propri passi, per tutelare gli interessi della città,  - precisano - occorre perseguire ogni iniziativa che consenta di interrompere questa breve e improduttiva pagina della nostra storia cittadina” e “dimostrando di non essere attaccati alla cosiddetta “poltrona”, seppur suffragati legittimamente dai cittadini elettori, e di non tutelare interessi propri sottoscriveranno le proprie dimissioni dalla carica di consigliere finalizzate allo scioglimento del consiglio comunale”.

Il prossimo giovedì l’atto sarà ratificato e risulterà “efficace ed irrevocabile se entro il suddetto termine di chiusura della raccolta firme avranno rassegnato le dimissioni, con autentica notarile su atti separati, la metà più uno dei consiglieri comunali in carica”.

“Ci aspettiamo dunque che tutti i diciasette consiglieri comunali di Taranto che il 31 ottobre scorso hanno sbarrato la strada a Melucci nella corsa per la provincia compiano un atto consequenziale e coerente dimettendosi insieme a noi per mandare a casa l’amministrazione comunale. – aggiungono -  Qualora non dovessimo raggiungere tale risultato riteniamo che anche Melucci debba comunque a sua volta raccogliere diciassette firme documentandole per poter ritirare le proprie dimissioni e nel caso in cui ciò avvenga la città deve sapere sin da adesso che l’amministrazione comunale si reggerebbe su due franchi tiratori che continuano a nascondersi nel segreto dell’urna”.

“Noi, e quanti firmeranno le dimissioni, potremmo di certo continuare a camminare in città a testa alta – concludono - altri potranno permetterselo?