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Lun, Mar

Tutti dentro, è fatta per il Melucci 2 la vendetta

Tutti dentro, è fatta per il Melucci 2 la vendetta

Politica

Già nelle prossime ore il primo cittadino jonico potrebbe ritirare le dimissioni. I fratelli Cito e Ciraci entrano in maggioranza. Ha vinto il "tengo famiglia": variante italica di ciò che Max Weber chiamava etica della responsabilità

Già nella giornata di domani. Al massimo lunedì. La crisi al comune di Taranto, come preannunciato da CosmoPolis ni giorni scorsi, si appresta a rientrare. Con Melucci che, prima dello scadere del fatidico ventesimo giorno, ritirerà le proprie dimissioni. Meglio non rischiare! Tutto ovvio. Tutto ampiamente preventivabile. Tutto così goffamente scontato. La quadratura del cerchio si è resa possibile con i voti che arriveranno, da questo momento in poi, dai fratelli Cito e da Ciraci. Colonie di AT6 – o comunque riferibili alla storia passata di quel movimento – che manterranno in vita quello che, a parole, qualcuno si ostinerà a voler chiamare ancora governo di centrosinistra. E, in effetti, mai come in questo caso servirebbe richiamare una delle più argute esternazioni dell’avvocato Agnelli: “I migliori governi di sinistra? Quelli che attuano politiche di destra…”. La nuova maggioranza dovrebbe poter contare su 18 voti favorevoli, forse 19 rispetto ai 17 necessari. Taranto può tirare un sospiro di sollievo, il Pd anche. Il “tengo famiglia”, un sorta di categoria dello spirito nel nostro Paese, alla fine ha prevalso. Le associazioni di categoria, i comitati, il presidente dell’organismo vattelapesca, tutti molto severi nei giudizi che in privato riservano a Melucci, ma altrettanto  reattivi nel prostrarsi ai suoi piedi con le loro esternazioni pubbliche, gioiscano pure. Il piagnisteo e il lamento da supplica, a queste latitudini, valgono più di mille dottrine politiche. Melucci l’ha capito sin troppo bene. Meglio di tutti coloro che siedono in Consiglio comunale. Per questo ha potuto tenere sulla corda, per quasi due settimane, un’intera città.