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Mar, Dic

Grandi e Badiali eletti co-portavoci nazionali dei Verdi

Grandi e Badiali eletti co-portavoci nazionali dei Verdi

Politica

Conclusa la due giorni di congresso a Chianciano Terme per il partito ecologista. Bonelli prende le distanze dai Cinque Stelle: "Come fa un movimento che con la quinta stella, anche se ormai si è spenta, dovrebbe rappresentare l'ambiente, tollerare chi, come Di Maio ribadisce l'immunità penale sull'Ilva di Taranto? Nemmeno la costitutio criminalis prevedeva l'immunità penale per reati del genere"

La XXXIV Assemblea nazionale dei Verdi, che si è svolta nelle giornate di ieri e oggi a Chianciano Terme ha eletto nuovi co-portavoce nazionali: Elena Grandi e Matteo Badiali, legati alla mozione Cambiamento Ecologista. "Noi siamo il partito ecologista, noi siamo il partito Verde, noi siamo quelli che da sempre lottano e lavorano per le lotte al cambiamento climatico, per migliorare la nostra vita, per salvare il nostro Pianeta, per i diritti, l'accoglienza e tutto quello che consegue dal concetto di ecologia e sostenibilita", ha sottolineato Elena Grandi.  Sempre la Grandi ha voluto ringraziare i Verdi Europei: 'Insieme abbiamo redatto un progetto di 12 punti e spero che siano quelli che trasformeranno il nostro modo di vedere la politica. Perche' insieme possiamo far nascere un progetto ecologista allargato, dei diritti, della legalita', dell'accoglienza, dell'innovazione: in una parola della sostenibilita. Alle prossime elezioni europee ed amministrative dobbiamo avere il coraggio di tirare fuori i nostri contenuti che sono la ricetta contro le xenofobie, contro i populismi, contro la paura e contro questo sovranismo che non porta a nulla. Dobbiamo farci portavoce di queste istanze che anche le nuove generazioni ci richiedono". Molto duro il commento di Angelo Bonelli, sull'operato del Movimento Cinque Stelle: "I Verdi da ora in poi dovranno essere autonomi sia dal Pd che dal M5S. La coerenza politica vuol dire che chi afferma 'il Movimento 5 stelle è nostro amico' non c'entra nulla con i Verdi. Come fa un movimento che con la quinta stella, anche se ormai si è spenta, dovrebbe rappresentare l'ambiente, tollerare chi, come Di Maio ribadisce l'immunità penale sull'Ilva di Taranto? Nemmeno la costitutio criminalis prevedeva l'immunità penale per reati del genere, ed è ancora più grave il silenzio del ministro Costa, su questo tema. E come si può pensare che un ministro, come Di Maio, possa autorizzare lo spargimento di fanghi tossici sui terreni agricoli?"