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Mar, Dic

Fa bene Spataro a redarguire il Truce

Fa bene Spataro a redarguire il Truce

Politica

A Torino è in atto un'importante operazione contro la mafia nigeriana, ma il ministro degli Interni aveva già spiattellato tutto dal suo profilo twitter qualche ora prima. Questo accade quando si è consentito a degli scappati di casa la rappresentanza delle nostre istutuzioni

Ha ragione Giuliano Ferrara nel chiamarlo il Truce. Fanculo al cerimoniale politicamente corretto di un certo giornalismo da ballo delle liceali. Fanculo le genuflessioni verso il potente di turno, l’ipocrisia d’accatto di finti verginelli che alla scrittura coraggiosa – e irriverente – preferiscono la scrittura a gettoni. Fanculo il bigottismo dei tanti leccaculi che attraversano strisciando quel che rimane della nostra professione. Il ministro degli Interni ne ha combinata un’altra delle sue. Povere istituzioni italiane: in che mani sono finite. In che mani siamo caduti noi tutti. Questa mattina, con un twitter, Salvini ha preannunciato l’esecuzione di misure cautelari contro la mafia nigeriana nella città di Torino. Questa sua orgia da comunicatore sgraziato – e politico assai scarso, completamente negato per la professione -  stava per compromettere le operazioni delle forze di polizia. Il procuratore capo di Torino, il tarantino Armando Spataro, ha subito stigmatizzato l’accaduto e invitato il ministro, per le prossime volte, a ricercare comportamenti più sobri e in linea con il ruolo ricoperto. Fare il ministro è cosa assai diversa dall'essere segretario della Lega Nord. Un monito destinato a cadere nel vuoto. Aver consentito a degli scappati di casa di rappresentare ai massimi livelli il nostro Paese, è stato un errore del quale gli italiani prima o poi dovranno capacitarsi. Non sappiamo votare (così come non sappiamo leggere e riconosere il merito), che male c'è ad ammetterlo?