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Ven, Lug

Quote rosa (shocking)

Quote rosa (shocking)

Politica

Dopo i palazzinari e gli industriali con il suv (e il conto in rosso in banca) è l'ora dei paraculi con la fregola delle bonifiche. Attenti a non far sì che la storia si ripeta. Cantone, anche se sei dimissionario dall'Anac, anche se il governo gialloverde ti ha tolto i poteri, getta uno sguardo su Taranto ogni tanto

Tutta assieme in una sola volta. Che fortuna, per diamine! E quando ti capita di nuovo. La sottoclasse dirigente tarantina, vispa e intelligente come non mai, tutti statisti alti un metro e niente, con collegamento via skype da Roma del sottosegretario all’Ambiente (il prefissoide “sotto” esprime bene – e da sempre - il carattere della gente del posto…) si è data appuntamento, quest’oggi, nella sala della prefettura. Stesso palazzo che ospita l’ente Provincia, opera mussoliniana del Ventennio. Edificio con una veneranda età, parecchio azzoppato e per niente manutenuto. Sporco, basti guardare la facciata. Entrambi gli ascensori, poi, guasti. Fuori servizio. Per salire sino al quinto piano, dov’era in atto l’incontro di scienza pecorina, bisognava avere le coronarie in ottimo stato di salute. Altrimenti meglio desistere, lasciar perdere. “Non è da questi particolari che si vede un giocatore”, ma l’inutilità di certe istituzioni si. Lo s’intuisce, purtroppo, anche da questo. Ma il punto è un altro. O, meglio, nella giornata in questione diviene altro. Aver istituito l’Osservatorio “Galene” per monitorare lo stato di avanzamento delle bonifiche in Mar Piccolo è buona cosa. Ci mancherebbe. Ad una condizione, però: che le bonifiche si effettuino per davvero, in tempi celeri. Con tutti i crismi e le certificazione di qualità realmente in possesso delle aziende coinvolte. A patto che la Confraternita della Pizzella non ci metta le mani su, considerando la grande mole di denaro che gira attorno a queste attività. Anche senza Cantone, anche se il governo gialloverde ha svuotato di poteri l’Autorità Anticorruzione, si tenga comunque alta la guardia su Taranto. Dopo il cemento (i palazzinari) e l’acciaio (industriali con il Suv e il conto in rosso in banca), i nuovi affari adesso si fanno con le bonifiche. La storia la conosciamo bene, preferiremmo non vederla di nuovo. Una volta, passi. Due volte, no. Anche per un popolo senza amor proprio, come il nostro. Galene, dicevamo. Antico vocabolo greco che sta ad indicare un mare calmo. Un mare dell’equilibrio; e non quello morto - ed elettrizzante - narrato da Jorge Amado. Un mare, per esempio, che plachi l’alterco tra il commissario per le bonifiche Corbelli e il dirigente ambientale della Regione Puglia, Valenzano. Un siparietto divertente che ha chiuso i lavori dinanzi allo sguardo attonito del prefetto. Spiace che i tecnici prestino il fianco alla politica. Alla Corbelli e alla Valenzano dovrebbe interessare poco che i rapporti tra il sindaco di Taranto e il governatore pugliese non siano più quelli di un tempo. Non si trasformino le quote rose, il più offensivo riconoscimento che si potesse attribuire al mondo femminile, in quote rosa (shocking).