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Gio, Mar

Gugliotti è un fenomeno

Gugliotti è un fenomeno

Politica

Il presidente/sindaco/frequentatore della tribuna autorità dello stadio Iacovone ha inventato una nuova scienza della politica. Incredibile, ma vero. Sono i dirigenti a decidere, tutti gli altri prendono atto. Eseguono senza fiatare. Compreso chi rappresenta le Istituzioni. La discarica di Grottaglie verrà ampliata? “E’ stato il tecnico della Provincia (l’architetto Natile, ndr) a concedere l’autorizzazione, mica io…”. Semplicemente meraviglioso

Chi decide cosa sull’ampliamento della discarica di Grottaglie? La politica con i suoi rappresentanti? I dirigenti? Entrambi? Né gli uni né gli altri? La polemica veemente degli ultimi giorni, quella andata in scena tra il presidente Gugliotti e il sindaco della città delle ceramiche – Ciro D’Alò – pare ingarbugliarsi sempre più. La conferenza stampa dell’altro ieri, al quarto piano del palazzone fascista di via Anfiteatro, non ha chiarito granché. Anzi. A scandirla è stata tutto un distinguo, piuttosto raffazzonato ad onor del vero, tra l’attività d’indirizzo e quella di gestione che contraddistinguerebbe il lavoro negli Enti locali. Roba da vecchia politica. Una differenza di lana caprina: più apparente che sostanziale. Il primo a sollevare il problema fu il Partito Repubblicano di Ugo La Malfa con la sua idea, assai singolare, dei tecnici promossi al posto dei politici nell’azione di governo. Poi, il ministro dei governi dell’Ulivo (Franco Bassanini), completò l’opera negli anni successivi a Tangentopoli deresponsabilizzando il ceto politico decimato dalle inchieste della magistratura. Già, ma cosa c’entra Grottaglie con tutto ciò? A chi devono chiedere conto, alla fine, i suoi cittadini per l’ampliamento della discarica che ricade sul proprio territorio? Il Gugliotti-pensiero è semplice, lineare, nonostante un linguaggio da finto leguleio: “E’ stato il dirigente della Provincia (l’architetto Natile, ndr) a concedere l’autorizzazione, mica io…”. Capito? Chiaro, no? Sembrava di sentire Tamburrano, il suo predecessore. C’è sempre un Tomasi di Lampedusa in ognuno di noi. E la politica, allora, cosa ci sta a fare presidente/sindaco Gugliotti? Se a decidere sono i dirigenti, aboliamola. Cancelliamo i suoi (finti) protagonisti che ricordano di essere tali quando tagliano nastri d’inaugurazione, indossano fasce tricolori e si abbracciano festanti nella tribuna autorità dello Stadio Iacovone fingendosi tifosi del Taranto. Facciamo a meno delle campagne elettorali con i loro mercimoni. La perla, il colpo ad effetto, il Sim Sala Bim che neanche il mago Silvan avrebbe osato proporre, il presidente/sindaco lo riserva al termine della sua ammorbante conferenza: “La Regione vorrebbe riprendersi le competenze sui temi ambientali, sarei contento se ciò avvenisse…”. Bravo alfaalfa, pardon presidente/sindaco Gugliotti. La vogliamo così. Gugliotti, Tamburrano: qual è la differenza?