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Mar, Mag

Inquinamento a Taranto, la questione in Regione

Inquinamento a Taranto, la questione in Regione

Politica

Il presunto aumento degli IPA cancerogeni nel capoluogo jonico denunciato da Peacelink è stata oggetto di discussione presso l’ente regionale su richiesta di alcuni consiglieri

 La questione dell’inquinamento a Taranto è stata oggetto quest’oggi delle audizioni in V commissione su richiesta dei consiglieri Liviano, D'Arcangelo, Pentassuglia, Amati, Blasi, Cera e Mennea. Intervenuti per l’occasione di ARPA e dell'ASL TA.

Tra i punti oggetto di discussione: la pericolosità delle collinette ecologiche dell’ex Ilva poste sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria lo scorso gennaio e il presunto sforamento di diossina e di IPA cancerogeni nel territorio jonico.

Dagli interventi è emerso, in base agli accertamenti effettuati, il rischio ambientale che interessa l'area delle collinette (che peraltro è fuori del SIN – Siti di interesse nazionale). Il sito risulta composto da materiale eterogeneo inidoneo in ambito residenziale. – spiega la nota -  Sono stati riscontrati la presenza di diversi contaminanti e il superamento del valore consentito di diossina. Tant'è che il sindaco del Comune di Taranto ha provveduto nei giorni scorsi, in via cautelativa, al trasferimento degli scolari delle due scuole che insistono nella zona in un altro plesso scolastico.

Da qui si procederà alla caratterizzazione dell’area (cui dovrà fare seguito l'analisi del rischio), in raccordo con l'autorità giudiziaria e con l'ILVA in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal, rispettivamente proprietario e gestore del sito.

In quanto agli IPA è stato precisato che “non esiste una normativa che fissa i valori di esposizione”. “Il dato in aumento citato nei giorni scorsi (in riferimento al bimestre gennaio-febbraio 2019) da un'associazione ambientalista è stato estrapolato dal sito web dell'ARPA e fa riferimento a una centralina posizionata all'interno della cockeria. – aggiunge la nota - Il dato andrebbe confrontato con la serie storica e che l'incremento non è stato riscontrato nelle aree esterne. Il parametro cui occorre fare riferimento, comunque, è quello dello benzoapirene (secondo la classificazione fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità). A fronte di un valore medio codificato di 1, i valori rilevati nel triennio 2016-2018 sono risultati abbondantemente al di sotto”.

Il Direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Barbara Valenzano ha espresso la necessità di una distribuzione delle centraline di rilevamento più articolata per avere la garanzia di un monitoraggio più organico, mentre l’ARPA si è impegnata a riposizionare le postazioni.