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Lun, Nov

Chiarelli: “A Taranto la Pediatria sta per implodere”

Chiarelli: “A Taranto la pediatria sta per implodere”

Politica

L’onorevole attacca il governatore di Puglia, Emiliano presente all’inaugurazione del reparto di Pediatria dell’ospedale di Martina Franca: “Servono medici e paramedici”

“Un reparto ospedaliero può funzionare solo se dotato di ogni necessaria attrezzatura ma, soprattutto delle risorse umane: medici e paramedici. Emiliano, che continua a mantenere la delega di assessore alla Sanità, delega che più volte personalmente avevo sollecitato ad assegnare ad una rappresentanza del territorio ionico, sa bene che la pediatria in generale Taranto è ormai in procinto di implodere”. Parte cosdì l’invettiva a firma dell’on. Gianfranco Chiarelli a proposito dell’inaugurazione del reparto pediatrico di Martina Franca. Al taglio del nastro il governatore di Puglia, Emiliano presente per l’occasione nelle tre aree di cantiere attualmente aperte all’interno del perimetro del presidio ospedaliero martinese.

“A Castellaneta operano oggi solo quattro pediatri con il rischio che a breve diventino tre; cinque invece saranno i medici destinati a Martina Franca. – prosegue Chiarelli -  A Taranto dove si è inaugurato il reparto di onco-ematologia pediatrica, l’intero sistema, compreso il reparto di terapia intensiva neonatale, opera con il minimo dell’organico. Com'è noto a Manduria e a Grottaglie non c’è più nulla a livello di pediatria. In questi giorni sentiamo parlare con insistenza della mancanza di medici su tutto il territorio nazionale; a Taranto la situazione è ancora più grave per almeno due ragioni”. Affondo da parte dell’esponente politico che incalza: “Come è arcinoto si registra un aumento esponenziale delle malattie, anche gravi, a carico proprio della popolazione pediatrica; inoltre assistiamo a un vero e proprio fuggi fuggi di medici che preferiscono altre sedi. Peraltro l’assenza di una facoltà di medicina impedisce di formare in loco nuovi specialisti. Paradossalmente Taranto, città che presenta i maggiori bisogni, - aggiunge Chiarelli - è quella meno dotata di risorse”.