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Melucci ad ArcelorMittal: “Continuando così non sarete mai amati dalla città”

Melucci ad ArcelorMittal: “Continuando così non sarete mai amati dalla città”

Politica

Nei suoi auguri per la Santa Pasqua il sindaco di Taranto ricorda i lavoratori del siderurgico e la questione ambientale e sanitaria tutta aperta e ancora irrisolta. Ma è in direzione dei neo acquirenti che il primo cittadino palesa aspre critiche: “Non vi ha costretti nessuno a venire qui, non è il Comune che ha un utile netto di alcuni miliardi di euro”

“Desidero porgere pubblicamente gli auguri dell’Amministrazione comunale per la Santa Pasqua, oltre che ai cittadini come ho già fatto, anche a tutti i lavoratori tarantini ed in particolare modo a quelli che operano in quella fabbrica, perché è facile presumere siano coloro che pagano ancora il prezzo più alto in termini di qualità della vita sul luogo di lavoro”. Nei suoi auguri per la Santa Pasqua il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci ricorda i lavoratori del siderurgico e la questione ambientale e sanitaria tutta aperta e ancora irrisolta.

Rivolgendosi proprio agli operai che il primo cittadino tiene ad assicurare: “Non ci distraiamo sulle esigenze grandi che anche il loro mondo esprime quotidianamente. – spiega - In proposito, ho seguito pure le dichiarazioni odierne dell’amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia, Matthieu Jehl, e sebbene sia condivisibile la richiesta di aiuto alla comunità a compiere insieme certi sforzi, come anche la riflessione che ancora molto c’è da fare per assicurare un futuro migliore a Taranto, mi lascia esterrefatto questo clima di semplificazione generale, questo far finta che in fondo è tutto a posto, come se dai report ricevuti in questi giorni non si evincano ancora criticità sanitarie per i tarantini”. 

“E che impressione, poi, vedere accanto al gestore degli impianti lobbisti che, fino a ieri, usavano e abusavano delle ferite di Taranto, gridando contro il progetto di sostenibilità e ripartenza della produzione, accreditandosi presso le associazioni ambientaliste. – aggiunge Melucci - Ognuno fa i conti con la propria coscienza, se ne possiede una, o molto più probabilmente, nel caso particolare, con le prossime scadenze elettorali”.

Il sindaco stigmatizza l’operato dei neo acquirenti rei di “aver fatto troppo poco per Taranto e molto male comunicandolo anche peggio. Ci voleva davvero un grande sforzo per assomigliare in questo alla gestione Riva. – sottolinea - E no, sei mesi dall’insediamento formale non sono affatto pochi, per una città che ha pagato già un prezzo così alto e non ha voglia di fare altri sacrifici. Mi aspettavo davvero di più. Forse all’amministratore delegato, persona indubbiamente molto capace, non hanno spiegato la specificità di Taranto, eppure i miei sforzi in proposito sono stati innumerevoli”.

E proprio in direzione di ArcelorMittal che palesa aspre critiche e numerosi dubbi. Da qui il primo cittadino prosegue quasi in modo paternalistico: “Non abbiamo più voglia di sentire cantilene, di sentir parlare di perdite finanziarie, di problemi tecnici, di soluzioni che non siano il top tecnologico. Non li ha costretti nessuno a venire a Taranto, non è il Comune che ha un utile netto di alcuni miliardi di euro”.

“Ho manifestato già nei mesi scorsi questa mia insoddisfazione e l’ho rinnovata proprio oggi ai vertici aziendali, chiedendo un incontro con la proprietà,- aggiunge Melucci - che non si vede in città dal luglio 2017: da essa attendo che sia formalizzata la disponibilità ad un protocollo di intesa, sempre rimasto un proposito solo a parole. Stop, il credito in tempo e fiducia si è esaurito. Continuando su questa strada, cosi poco lungimirante, non entreranno mai in sintonia con la città, non saranno mai amati. Oggi sono davvero poche le differenze con i precedenti proprietari, con buona pace del Sindaco che riteneva la questione reputazionale, tanto cara a Lakshmi Mittal, un buon punto di partenza sul quale costruire relazioni sane, corrette. Intanto – conclude Melucci - noi continuiamo a lavorare e abbiamo quasi definito la nostra fase di studio e condivisione con le Istituzioni che contano ed hanno a cuore la sorte dei tarantini”.