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Ven, Nov

Bonelli (Verdi): “Taranto simbolo drammatico del fallimento del M5S”

Politica

Il coordinatore dei Verdi interviene sulla questione del siderurgico jonico e addita le scelte del vice premier Di Maio: “Il ministro vende fumo sul futuro dell’ex Ilva promette 700 milioni di euro e non dice nulla sul fatto che le bonifiche sono ferme. Il danno ambientale provocato dall’inquinamento ha un costo di 8 miliardi per la procura jonica”

“Di Maio arriva a Taranto e vende fumo sul futuro dell'ex-Ilva, promette 700 milioni di euro e non dice nulla sul fatto che le bonifiche sono ferme, che il danno ambientale provocato dall'inquinamento ha un costo stimato di 8 miliardi per la procura di Taranto e che il suo ministero ha bloccato con un ricorso le bonifiche di Statte." Lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge.

“L'immunità non è stata tolta perché secondo la norma riscritta da Di Maio questa vige a copertura dell'autorizzazione integrata ambientale, come ribadito dall'uffici studi di Camera e Senato, e l'esimente ha la sua efficacia anche perché non è stata abrogata la norma che consente all'acciaieria di continuare la produzione in presenza di un sequestro penale: i dirigenti di Arcelor Mittal a luglio avevano detto  che senza immunità penale se ne sarebbero andati via da Taranto, ma questo non è accaduto, perché il problema di Arcelor Mittal non è la questione immunità, che conosceva il nuovo testo ben prima del consiglio dei ministri del 23 aprile scorso,  e non è vero che lo scudo penale è menzionato nel contratto a cui fa riferimento Mittal, i motivi di questa uscita pubblica di Mittal sono  l'annunciata revisione dell'Aia da parte del ministro Costa che determinerebbe un nuovo scenario, Mittal in Francia  rilevò gli stabilimenti di Arcelor chiudendo dopo un anno e mezzo la fabbrica di Florange per accaparrarsi le quote di acciaio , scelta che mandò su tutte le furie l'allora presidente francese Hollande che fece approvare la famosa legge Florange, i 1400 esuberi che non erano stati dichiarati nell'accordo sindacale del 6 settembre 2018 ne sono una prova”.

“C'è chi ha scritto- continua Bonelli che con la vicenda Ilva si sono persi 7 anni e bruciati 23 miliardi di euro di Pil, non una parola sulle morti, sul fatto che i bambini di Taranto hanno un'aspettativa di vita minore del resto dei bambini d'Italia, +21% di morti per tumore e +51% di malattie tumorali: il problema è il Pil non la vita”.

“Di Maio da ministro ha fatto politiche contrarie non solo a quanto dichiarato in campagna elettorale, al programma elettorale del M5S, ma anche rispetto a quanto è scritto nel contratto di governo con la Lega – conclude Bonelli - il capo politico del M5S ha disatteso tutti gli impegni su Ilva e la vicenda tarantina rappresenta il simbolo del fallimento drammatico del M5S a Taranto motivo per cui dovrebbe dimettersi consentendo di aprire un nuovo corso anche all'interno del suo movimento ma principalmente della politica italiana”.