20
Mer, Nov

Emiliano ha scelto Pentassuglia come nuovo assessore all'Agricoltura

Emiliano ha scelto Pentassuglia come nuovo assessore all'Agricoltura

Politica

Dovrebbe tornare tra i banchi della giunta pugliese, l'esponente tarantino del Pd. Il progetto e la proposta politica, in questa legislatura, sono stati sacrificati sull'altare di un trasformismo parossistico. Grazie tante, Big Michele

Fuori Di Gioia, dentro Pentassuglia. La delega alle politiche agricole della Regione dovrebbe essere assegnata al consigliere tarantino del Pd, già assessore alla Sanità nelle passate legislature. Emiliano conta di chiudere nei primi giorni della prossima settimana la crisi apertasi in seno alla giunta pugliese. Di Gioia si è dimesso, è voce ricorrente ormai negli ambienti politici, perché non ha condiviso la scelta dello stesso governatore d’indicare Vito Damiani e Francesco Ferrero come sub commissari dell’Agenzia regionale per la Xylella. E poco importa che lo stesso Di Gioia alle ultime elezioni europee, da dirigente regionale del Pd, abbia sostenuto un candidato della Lega di Salvini. Questo genere di cose con Emiliano – e con un partito ridotto a poco più di un comitato elettorale come il Pd – non solo sono accadute in questi anni, ma sono divenute una sorte di prassi consuetudinaria. Acquedotto pugliese, Agenzia Regionale per il Lavoro, consigli e giunte comunali (a Taranto ne sappiamo qualcosa, vero Rinaldo in campo?), presidenze di quel che resta delle Province, enti di tutti i livelli e gradi: Big Michele, più che governare la Puglia, ha badato unicamente a tessere la rete di un potere capillare e pervasivo. Il progetto e la proposta sono stati sacrificati sull’altare del trasformismo parossistico. Emiliano non avrà letto Spinoza – e la sua idea di etica pubblica – nei seminari serali sull’azione della magistratura. Di Gioia è solo un incidente di percorso. I guasti, quelle veri, quelli che hanno scavato in profondità le velleità della più bella Regione del Mezzogiorno, risiedono altrove.