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Taranto, agenzie marittime: preoccupati per le scelte di ArcelorMittal

Taranto, agenzie marittime: preoccupati per le scelte di ArcelorMittal

Politica

Il consigliere regionale Liviano ha raccolto le sollecitazioni degli operatori portuali che temono un disimpegno da parte dei gestori del siderurgico che hanno deciso di affidare l’intero traffico marittimo ad una società controllata da un unico socio con sede legale in un paradiso fiscale nell’isola Anguilla

La situazione delle Agenzie marittime nella città di Taranto è stata al centro delle audizioni della IV Commissione presieduta da Donato Pentassuglia. Su richiesta del consigliere regionale Gianni Liviano sono intervenuti alla seduta il vicepresidente della FederAgenti marittimi, Vito Totorizzo e il Presidente dell'Associazione culturale "Propeller Club Port of Taras", Michele Conte. Il consigliere Liviano ha raccolto infatti le sollecitazioni degli operatori portuali fortemente preoccupati per la scelta di Arcelor Mittal – attuale proprietario dell'impianto siderurgico di Taranto – di affidare la gestione dell'intero traffico marittimo alla società LBH ITALIA “che risulterebbe essere controllata da un unico socio avente sede legale nell'isola Anguilla, paradiso fiscale dei Caraibi inserito nella lista nera dal governo italiano. Cosa, questa, - aggiunge - che pone limitazioni fiscali ai rapporti economici e commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tale territorio”.

Dalla Regione giunge il monito: “Un'operazione che rischia di penalizzare fortemente gli interessi economici e occupazionali delle agenzie marittime del territorio ma che soprattutto pone un'ulteriore questione. – spiegano in una nota - La società LBH, pur avendo sede legale a Taranto, risulta essere integralmente controllata da un unico socio avente sede legale nell'Isola Anguilla, inserita dal Governo italiano nella cosiddetta lista nera degli Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato e per i quali sono previste limitazioni fiscale ai rapporti economici e commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tali territori”.

Da qui la richiesta, sostenuta anche dal consigliere Domenico Damascelli, di sollecitare l'intervento del Governo regionale sia nei confronti del Governo nazionale che di Arcelor Mittal.

“Appello che abbiamo inteso di accogliere - spiega Liviano - tanto è vero che, d'accordo con il presidente Pentassuglia, investiremo della vicenda la presidenza della Regione mentre abbiamo chiesto al consigliere dei Cinquestelle, Marco Galante presente ai lavori della commissione, di coinvolgere nella questione il vicepremier Di Maio. In gioco ci sono anche i livelli occupazionali garantiti fino ad oggi dalle agenzie marittime tarantine. Tanto più che stiamo parlando di agenzie dotate di personale altamente qualificato – conclude il consigliere tarantino - per la cui formazione le stesse hanno investito risorse finanziarie proprie".