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Lun, Gen

“Molti bambini tarantini nasceranno in Basilicata”

Politica

Chiude il punto nascita di Castellaneta. Sulla questione del presidio jonico è intervenuto il consigliere del M5S Galante che addita le scelte della Regione e “la mancanza di una visione manageriale”. “Inaccettabile il silenzio di Emiliano e Rossi” – spiega il pentastellato. Su medesime posizioni il consigliere di DiT, Renato Perrini: “Oltre il danno la beffa: la Regione Puglia dovrà anche pagare alla Regione Basilicata i costi dei parti”  

“Da tempo seguiamo da vicino la situazione dell'ospedale di Castellaneta e denunciamo la chiara volontà di Emiliano di indebolire la struttura, fino ad arrivare al suo smantellamento. Prima la chiusura estiva del reparto di pediatria per carenza di personale, poi la volontà espressa dalla Asl di Taranto di chiudere il punto nascita e la probabile prossima chiusura di ortopedia sono chiarissimi segnali della direzione in cui si vuole andare: la chiusura del nosocomio. Ci batteremo assieme ai sindaci del territorio perché questo non accada. L'ospedale non è sicuro? Bisogna potenziarlo e non lasciarlo al suo destino”. A dichiararlo il consigliere del M5S Marco Galante, che sollecita il direttore del Dipartimento regionale delle politiche della salute Montanaro e l’assessore alla Sanità della Regione, Michele Emiliano a convocare a breve l'incontro sul futuro del reparto di pediatria e di tutto il presidio ospedaliero occidentale di Castellaneta, atteso da mesi.

Una questione, secondo il pentastellato, rispetto alla quale sembra essere calato il silenzio da parte dello stesso governatore pugliese responsabile di “essersene disinteressato” e “non aver mai corretto quello che lui stesso aveva definito un refuso del piano di riordino ospedaliero, che non assegnava alcun posto letto al reparto di pediatria”.

“Silenzio inaccettabile anche da parte del direttore della Asl Rossi, di cui continuiamo a denunciare la mancanza di una visione manageriale. – aggiunge Galante -  Non è mai stato dato seguito all'implementazione dei reparti necessari perchè l'ospedale non resti di primo livello solo sulla carta: non abbiamo la neurologia, l'Utic, e la rianimazione è in realtà ridotta a un trattamento postoperatorio che non dà alcuna sicurezza tanto ai cittadini quanto ai dottori che operano in queste condizioni”.

“Un quadro desolante”, spiega Galante al quale va ad aggiungersi “la morte di una bambina la notte di giovedì, di cui non si conoscono le cause”. “Sappiamo che le risposte da Emiliano non arriveranno mai. Dirà che mancano i dottori, ed è vero, ma nelle condizioni in cui li costringe a lavorare i medici non vogliono neanche venire a Castellaneta perché non c'è futuro. – precisa il consigliere del M5S - Il ministro Giulia Grillo in questi mesi di Governo ha aumentato i fondi per le specializzazioni e ha aperto il dibattito sul superamento del numero chiuso alla Scuola di Medicina. Quello che manca però è una programmazione regionale adeguata – conclude - si è tagliato indiscriminatamente sui posti letto senza preoccuparsi delle ricadute sul territorio”.

Medesima preoccupazione espressa dal consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini: “La Sanità che fa i conti solo con i numeri porterà molti tarantini a nascere in Basilicata - Non è una provocazione è quello che accadrà con la chiusura del Punto nascita all'Ospedale di Castellaneta. Molte partorienti preferiranno Ospedali lucani, più vicini, al Santissima Annunziata di Taranto e al Valle d'Itria di Martina Franca. Oltre il danno, poi, la beffa: la Regione Puglia dovrà anche pagare alla Regione Basilicata i costi dei parti”. E aggiunge il consigliere: “Sapere che bambini tarantini avranno sulla carta di identità il luogo di nascita in un'altra regione a me, personalmente, provoca disagio. Spero che i colleghi tarantini provino la stessa sensazione e che insieme riusciamo a convincere il presidente Emiliano a cambiare idea”.