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Gio, Set

Bellanova attaccata sui social

Bellanova sotto attacco dai social

Politica

La neo ministra dell’Agricoltura è stata additata per il suo titolo di studio, la terza media, ritenuto inadeguato al ruolo per cui è stata nominata.  Melucci: "Cifra infima chi attacca"

La neo ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova è stata oggetto di attacchi sui social per il suo titolo di studio, la terza media, ritenuto inadeguato al ruolo per cui è stata nominata.

Bellanova, con un passato da bracciante e sindacalista, con una lunga esperienza politica alle spalle, ha ricevuto la solidarietà del PD: “La sua competenza, passione serietà –ha twittato la deputata dem Anna Ascani – verta gente se la sogna”. Sul medesimo tono su Twitter, il segretario Nicola Zingaretti: “Con Teresa Bellanova. Senza se e senza ma. Io e tutto il Pd”.

Frasi ritenute sessiste dai Dem quelle pronunciate dall’ex parlamentare Capezzone mentre il vicesegretario Andrea Orlando: “Orgoglioso del Pd che porta una ex bracciante al governo. Bellanova ha la terza media ma ha studiato all'università della lotta sociale. Ha spesso idee molto diverse dalle mie ma le ragioni per cui la state insultando sono quelle per cui la rispetto di più”.

A sostegno del ministro anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: “Ho incontrato per la prima volta l’attuale Ministro Teresa Bellanova nella campagna elettorale del 2017, subito dopo è stata mia interlocutrice al mise quando era vice ministro.  – ha dichiarato Melucci - Di rado si incontrano politici con uno spessore umano e con una esperienza diretta delle materie che trattano così imponente. Teresa non ha bisogno di alcuna difesa o di essere accreditata: la sua storia parla per lei. Sfido chiunque ad usare quei toni vergognosi ed ignobili guardandola negli occhi. – aggiunge - Neanche un appunto alla nuance della tinta del vestito le farebbero questi leoncini da tastiere.  La dialettica politica, gli scontri politici, possono e devono essere anche durissimi, ma gli attacchi personali - a cui i social network ci hanno purtroppo abituato – conclude Melucci - danno perfettamente la cifra di chi li fa. E quella cifra è sotto gli occhi di tutti. Ed è infima”.