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Questioni urgenti ma tutto tace

Questioni urgenti ma tutto tace

Politica

Il segretario provinciale del Pd, Giampiero Mancarelli, auspica che la preoccupazione manifestata da più parti per il futuro di Taranto si traduca in fatti soprattutto con riferimento a vicende lasciate ancora in sospeso

Dalla preoccupazione bisogna passare ai fatti concreti: il segretario provinciale del Pd, Giampiero Mancarelli, fa un appello ai Ministri del Mezzogiorno Provenzano, dello Sviluppo Economico Patuanelli, dell'Ambiente Costa, al Presidente della Regione Puglia Emiliano, al Segretario nazionale del PD Zingaretti e al responsabile Mezzogiorno del PD Oddati “affinché si impegnino senza sosta in modo che queste vicende abbiamo una soluzione positiva” e aggiunge: “il PD di Taranto sarà sempre pronto e disponibile ma, allo stesso tempo, sarà estremamente esigente affinché le Istituzioni tarantine, a cominciare dal Sindaco di Taranto, non si ritrovino sole a fronteggiare questioni complicate e importanti”.

“In primo luogo, mi riferisco alla procedura di riesame dell'Aia richiesta mesi or sono dal Sindaco di Taranto e accordata dal Ministro Costa. Questa procedura rappresenta l'unica possibilità stabilita per legge di modificare i termini e le condizioni della applicazione dell'Aia dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Tante sono le preoccupazioni e tante le giuste rivendicazioni affinché si possano conoscere gli impatti sanitari ed ambientali della produzione dell'impianto siderurgico. Peccato, però, che alle parole non seguano gli atti e i fatti.
Tanto è vero che entro il 25 ottobre l'Arpa insieme ad Ares e Asl di Taranto avrebbero dovuto presentare l'aggiornamento dei dati della valutazione del danno sanitario utili al riesame dell'Aia, cosi come stabilito e secondo i metodi scientifici concordati.
Invece, incredibilmente, alla data di oggi gli enti preposti non hanno prodotto nulla”.

Mancarelli evidenzia inoltre che “dall'esito di questi risultati potrebbe ad esempio discendere la necessità di una riduzione della produzione a salvaguardia della salute dei cittadini. E allora perché perdere tempo?”

“La seconda questione, che ha assunto aspetti kafkiani, è la mancata attribuzione dei 30 milioni assegnati dai Governi Renzi e Gentiloni ai comuni che insistono nell'area di crisi di Taranto (Taranto, Massafra, Crispiano, Montemesola, Statte). Risorse imponenti e già disponibili nel plafond dei commissari in Amministrazione Straordinaria Ilva, ma che, non si capisce per quale motivo, rimangono fermi. Tutto ciò “nonostante un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di Taranto”.