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Lun, Gen

Patuanelli: “ArcelorMittal ha sbagliato il piano industriale"

Politica

Dal ministro dello Sviluppo economico critiche verso la gestione Mittal: “Vogliono abbandonare Taranto prima del cambio di governance che il compito di traghettare la proprietà indiana fuori dall’Ilva”. Nel frattempo Matteo Renzi paventa una possibile cordata alternativa con Jindal e Cdp. Il premier Giuseppe Conte commenta infine: “E’stato stipulato un contratto e saremo inflessibili sul rispetto degli impegni”

Arcelor Mittal ha deciso di andarsene da Taranto ancora prima del cambio di governance “che ha il compito di traghettare la proprietà indiana fuori" dall'Ilva. Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, dalle pagine di Facebook attacca: "Il piano industriale dell'azienda è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura. Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell'acciaio" dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell'automotive”, spiega Patuanelli.

Nel frattempo Matteo Renzi, secondo quanto riferito dal quotidiano “La Repubblica” sarebbe impegnato in una cordata alternativa ad ArcelorMittal per la gestione degli ex stabilimenti dell'Ilva di Taranto, che coinvolgerebbe Jindal e Cdp. Il leader di Italia Viva “è già al lavoro per un'alternativa". Jindal, proprietario delle ex acciaierie Lucchini di Piombino, il gruppo Arvedi di Cremona e Cassa depositi e prestiti. Domani intanto è previsto un incontro tra Conte e ArcelorMittal. Patuanelli fa sapere che il Governo "non ne consentirà la chiusura". Nel frattempo i sindacati saranno a Roma in un incontro con Federmeccanica, Confindustria e la ministra Catalfo. 

"Io penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in Tv a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al Ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c'è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla”. Questo dichiara Matteo Renzi, nell'e-news.

"Il problema è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti”, afferma ancora Renzi - Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. È un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al Dl fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)”.

Il premier, Giuseppe Conte dal canto suo commenta la vicenda dalle aule del Politecnico di Milano, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. “E’stato stipulato un contratto e domani saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando Arcelor Mittal.- spiega Conte secondo fonte Ansa - Hanno partecipato a una gara con evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole”.  “Ci sono impegni contrattuali da rispettare e su questo saremo inflessibili, non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo o il non scudo penale che tra l'altro non è previsto contrattualmente” - prosegue – “Domattina incontreremo i vertici della proprietà”. “Vorrei ricordare - ha aggiunto - che non stiamo parlando di un'acquisizione fatta tramite una vicenda di mercato, ma che c'è stata una procedura di evidenza pubblica, un'aggiudicazione all'esito di una gara ed è stato stipulato un contratto". “Non sono solo in gioco 9 mila famiglie ma c'è tutto un indotto molto più cospicuo. – ribadisce Conte - Faremo di tutto per difendere gli investimenti produttivi e questa comunità di persone che lavorano anche nell'indotto”.