19
Mar, Nov

Vertenza Mittal, Melucci a Conte: “L’uomo ritorni centrale nel negoziato”

Vertenza Mittal, Melucci a Conte: “L’uomo ritorni centrale nel negoziato”

Politica

Il primo cittadino si rivolge al premier in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi sulla crisi del siderurgico e precisa: “Da parte del Gruppo rigidità e articolata preparazione dimostrano che la decisione era stata già presa”

 “Saremo al fianco del Governo, senza distinguo, anche dal punto di vista giudiziario, nella battaglia con un operatore che, ad oggi, sembra inadempiente nei confronti del contratto”. Inizia così l’intervento del sindaco di Taranto in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi sulla vertenza ArcelorMittal.

In merito al Gruppo Melucci parla di “rigidità” e di “articolata preparazione che sicuramente ha preceduto il deposito dell’atto di recesso” le quali “dimostrano una decisione irreversibile, presa da tempo”, tutto ciò denuncia “una mancanza definitiva di propensione al dialogo costruttivo con le istituzioni e la comunità ionica”.

“L’azienda non ha risposto alle aspettative più importanti di Taranto, che erano collegate a priorità di natura ambientale e sanitaria, non solo occupazionale. – aggiunge il primo cittadino - Per questo, insieme ad una risoluzione dell’emergenza sul lavoro, abbiamo chiesto al Presidente Conte di ritenerci a disposizione, sin d’ora, per l’elaborazione di un nuovo grande piano di gestione e revisione tecnologica di quell’asset strategico per l’intero Paese”.

“Non ci spaventa la sfida o il rischio di nuovo sacrifici, purché l’uomo ritorni centrale in questo negoziato, vale per i nostri bambini e per tutti i cittadini ed i lavoratori tarantini. – conclude Melucci - Qualunque reazione a questa grave crisi deve partire da qui, molto oltre il perimetro del solo profitto o del pil italiano. Se pensiamo che adempiendo richieste di ArcelorMittal, o anche riuscendo a salvaguardare oggi quei posti di lavoro, la questione sia chiusa, sbagliamo. Perché senza un ripensamento profondo del modello di gestione e di sviluppo di quell’acciaio, la prossima crisi non tarderà a ripiombarci tutti nel baratro. Dobbiamo ora lavorare tutti uniti e senza pregiudizi vicendevoli”.