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Lun, Gen

Ex Ilva, Liviano: “La strada non è la decarbonizzazione, ma la legge Taranto”

Politica

No all’idea caldeggiata dal governatore pugliese Emiliano, per fare appello ad uno strumento mai utilizzato. Secondo il consigliere questo il percorso per uscire dalla vertenza Ilva

“Dubito fortemente che l'ipotesi della decarbonizzazione abbia una sia pur remota possibilità di realizzazione”.Inizia così la nota a firma del consigliere regionale Gianni Liviano che stigmatizza l’idea che da tempo era nelle corde del governatore Emiliano per risolvere la questione dello stabilimento ex Ilva di Taranto. “Già dal 2015 nell'ambito di attività svolte dall'Ocse a Taranto emersero valutazioni prospettiche secondo cui il costo complessivo per la riambientalizzazione Ilva sarebbe pari a circa 2,8 miliardi di euro. – precisa Liviano - Nell'anno 2017 l'Enea diceva, confermando di fatto quanto sostenuto dall'Ocse qualche anno prima che il costo della decarbonizzazione Ilva (solo per impianti energetici) è pari a 1,5 miliardi di euro con incremento dei costi energetici di oltre il 20%.  Con 2,8 miliardi, e persone in grado di elaborare idee e progettazioni, si creano circa 18 mila posti di lavoro”.

“L’esubero di circa 5 mila posti di lavoro, e di 2.500 per indotto, era un rischio che nelle valutazioni di Ocse emergeva sin dal 2015. – aggiunge - Per questo nel nostro piccolo abbiamo fatto la legge speciale per Taranto”, “perché si costruisse un piano strategico, che pensasse alla diversificazione di prospettive di sviluppo alternativo, e per questo abbiamo chiesto, invano, che una parte importante delle risorse europee venisse destinata alla nostra città a sostegno della costruzione di futuro”.

La crisi dell’acciaieria jonica, dunque, sarebbe imputabile alla politica troppo “distratta” che scopre solo ora in emergenza ciò che era noto da tempo”, ma che di fatto “non ha prodotto alcuna azione per una seria diversificazione dello sviluppo nella nostra città”.