Niente Iacovone per i cronisti di CosmoPolis

Calcio
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La dirigenza del Taranto calcio nega, per il secondo anno consecutivo, l'accredito al nostro giornalista sportivo. "No a Cannella. Con lui problemi di ordine pubblico"

Apertosi il bando societario per la richiesta degli accrediti Stampa annuali, al fine di seguire le gare interne del Taranto, impegnato nel campionato di Serie D, anche questa testata ha emesso formale richiesta per un giornalista ed un fotoreporter. Oggi riceviamo il riscontro alla nostra richiesta e lo riportiamo testualmente: “Con riferimento alla richiesta di accredito del 24 agosto scorso, ci dispiace informarvi di non poter accreditare il sig. Cannella; ciò a seguito di numerosi episodi in cui il richiedente, attraverso comunicazioni pubbliche e social network ha arrecato nocumento all'immagine pubblica del Taranto FC 1927 e dei suoi dirigenti. Si ritiene, pertanto, che l'eventuale presenza allo Stadio Iacovone del sig. Cannella sia pregiudizievole per l'ordine pubblico  ai sensi dell.art. 7 del Regolamento per l'esercizio della Cronaca Sportiva della Lega Nazionale Dilettanti in vigore per la stagione sportiva 2017/2018. E' intenzione in ogni caso della Società garantire il diritto di cronaca alla testata da voi rappresentata. Pertanto, se vorrete, nei termini previsti e già annunciati, potrete presentare nuova richiesta di accredito per altro giornalista da voi scelto”.
Ora stabilito subito che la Società non può decidere di scegliersi o non scegliersi i giornalisti al seguito secondo propri canoni, la stessa non deve entrare nel merito delle decisioni editoriali. Significa che se il Direttore Vincenzo Carriero ha scelto Cannella, la Società non può rispondere: “Quello non mi piace, avanti un altro”. Per questo motivo, fino a quando io farò parte della Redazione di questa testata LIBERA E SCEVRA DA QUALSIASI MANIPOLAZIONE ESTERNA, nessuno mi sostituirà nella Tribuna Stampa dello Stadio Iacovone. Sarebbe poi il caso di pubblicare, senza rimanere nel vago, i testi giudicati come: “comunicazioni pubbliche e social network che avrebbero arrecato nocumento all’immagine pubblica del Taranto FC 1927 e dei suoi dirigenti”. Sicuro di non aver mai travisato la verità a mio uso e consumo, vorrei chiedere a me stesso quali vantaggi avrebbe procurato una foto del sig. Bongiovanni a camicia sbottonata, dopo che (n.d.r.) durante Cannara-Taranto lo stesso aveva assistito alla partita a dorso nudo e quali vantaggi abbia procurato all’immagine del Taranto FC un video virale nel quale lo stesso faceva riferimenti poco “leali” ad un ex direttore sportivo del Taranto.
Ciò detto, come sempre in Italia, siamo di fronte a leggi e regolamenti che tutelano tutti tranne le persone per bene. Sembrerà assurdo a chi legge, ma il citato art. 7 del Regolamento lascia ampia facoltà discrezionale alla Società e quindi, ripetiamo, per assurdo, di fronte ad un Tribunale il sottoscritto, pur essendo stato messo alla berlina come “SOGGETTO DALLA PRESENZA DEL QUALE POTREBBERO NASCERE RISCHI PER L’ORDINE PUBBLICO”, nonostante tanto di curriculum pieno di progetti etici per conto di singole Società calcistiche e finanche per Organi Istituzionali del Calcio, avrebbe certamente torto, nel senso che non  mi si riconoscerebbe il diritto ad essere accreditato. Poco male. Si può lavorare anche senza accredito. Resta il fatto oggettivo che la Società gestita pro-tempore dalla Presidente Zelatore continua ad utilizzare la Cosa Comune pro domo sua, continuando nella bizzarra altalena a giorni alterni fra le volte in cui chiede a gran voce unità d’intenti ed altre, più numerose, nelle quali non si risparmiano cavilli, scuse e sotterfugi per mettere il bastone tra le ruote a chi non si prostra al real pensiero. Tant’é. Andiamo avanti, consapevoli che per almeno un altro lustro, e forse più, la città calcistica dovrà convivere con questa gestione che al di là delle stereotipate e false frasi di circostanza, ha tutto l’interesse di rimanere aggrappata alla gestione del Taranto FC, per interessi precisi, quanto legittimi e rigorosamente a norma di legge, legati alle regole sulle sponsorizzazioni delle Società Sportive. Prisma e Masseria Camardia sulle maglie di gara sono solo le più evidenti prove di quanto riferiamo. Accettiamo il nostro ruolo di incudine. Ma con dignità e a schiena dritta. A prescindere, SFT.

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