Contro il San Severo si cerca la credibilità

Calcio
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Tre sconfitte consecutive ed un cambio di allenatore dovrebbero bastare come pegno per una stagione partita male. I foggiani dovrebbero essere gli avversari giusti per un nuovo inizio. Campo permettendo

Il Taranto torna allo Iacovone dopo la sconfitta di Cerignola che doveva segnare una svolta di rendimento e soprattutto di atteggiamento, complice il passaggio di consegne tra Cozza e Cazzarò. Ironia della sorte, i due tecnici si sono rivelati simili non solo per assonanza del nome, ma anche per non aver portato, almeno da subito, un cambio di marcia ad un gruppo che resta confuso anche dopo la seconda trasferta del torneo. E allora in settimana si può immaginare che il tecnico tarantino doc abbia dovuto cercare nei meandri delle teste dei suoi uomini quelle scintille che possano far scoccare il tanto atteso cambio di marcia. Il calendario, in questo senso torna ad essere gradito alleato dei rossoblù, come lo era stato nella gara d’esordio, quando si erano raccolti in casa gli unici tre punti della stagione, di fronte ad una squadra piuttosto addomesticabile, quale si era rivelata la simpatica Aversa Normanna. Per identicità di programmi minimali, anche il San Severo in teoria farebbe al caso del Taranto e per una domenica, che si spera vincente, i puritani del Calcio non dovranno mettere in evidenza che così facendo, non si può vincere un campionato, come più volte confermato dalla dirigenza ionica, facendo affidamento solo su vittorie con le squadre di medie-basse ma dignitose ambizioni. Insomma c’è prima da vincere con il San Severo per partire da una base mentale più tranquilla e poi soffermarsi sui veri problemi che attanagliano sin dagli albori l’attuale progetto tecnico. Occorrerà pensare seriamente ai problemi interni con e tra i calciatori. A quelli esterni con l’ambiente pubblico, ai motivi di tanta ostinata perseveranza nella ricerca spasmodica di nemici ed alla capacità tutta originale di andarli ad inventare anche quando questi non esistono. Il primo pensiero lucido fa pensare alla speranza di una convincente vittoria contro il San Severo, quello immediatamente successivo sarà che a fine gara si sia vinto per se stessi e non contro gufi, coccodrilli, ricchionazzi e cuculoni. Contro il San Severo si provi a vincere. Solo per la classifica e per il bene della Società che attualmente soffre della sindrome dell’isolamento, e non certo per colpe altrui.
Chi ama il Taranto tiferà per Cazzarò ed i suoi disorientati ragazzi. In tutta onestà non si può sentire quanto dichiarato dal tecnico in conferenza stampa: “I ragazzi hanno paura di uscire per la città”. I ragazzi ben vengano a vivere il territorio. Intanto i più impareranno a conoscere le loro facce e di certo avranno modo di apprezzare e solidarizzare con il popolo rossoblù che non vede l’ora di iniziare ad amarli.
LA FORMAZIONE – Michele Cazzarò ha fatto intendere che con il rientro di Scoppetta si potrebbe tornare con la difesa a quattro e quindi si potrebbe ipotizzare un collaudato 4-3-3 con Spataro; Miale, Scoppetta, D’Aiello, Milizia; Lorefice, Galdean, Crucitti; Tandara, Pera, Ancora.
Appuntamento per Taranto-San Severo allo stadio “Iacovone alle ore 15:00 di domenica 1 ottobre.