Taranto forza Otto

Calcio
Typography

Manita di otto reti al malcapitato Manfredonia. C'é voluto il brivido del pareggio per far scatenare gli attaccanti del Taranto. Ancora e Diakité primi della classe, ma tutti promossi

Quarta vittoria consecutiva e “manita” servita ai danni di un incolpevole Manfredonia, capitato a Taranto nel giorno…sbagliato. Otto gol, due dei quali realizzati con i rossoblù in dieci per l’uscita senza avvicendamento di Ancora, nella sagra del gol ionico, frutto di un crescendo lento ma inesorabile e sviluppatosi non senza un minimo di ansia nella prima frazione di gioco, quando alla rete inaugurale di D’Angelo, su colpo di testa da corner, giunta all’11’, ha fatto seguito una messe di occasioni per un raddoppio che non è mai arrivato e addirittura ha dovuto fare spazio all’apparente e brevissima rinascita dei sipontini, ringalluzziti dal pareggio in ripartenza al 9’ della ripresa con Laforgia. Gli ospiti sono caduti alla distanza sotto i colpi decisi e inequivocabili, giunti in rapida successione, a partire dal 12’ della ripresa. Cazzarò, nel redigere la formazione, aveva dovuto fare gli straordinari per rimediare ad assenze programmate (Miale squalificato) e improvvise (malanni vari per D’Agostino, Lorefice e Rosanìa). Dentro allora Marsili, arretrato sulla linea di difesa a far coppia centrale con D’Angelo; un terzetto di centrocampo ridisegnato con Capua, Galdean e Gori ed a finalizzare il trio d’attacco composto inizialmente dal redivivo Giorgio, Favetta ed Ancora.

Ad aprire la danza del gol è Favetta che imprime al pallone una rotazione teleguidata che va ad infilarsi nell’angolo retto più lontano della porta avversaria. Il vantaggio mette le ali al Taranto e le tarpa definitivamente al Manfredonia che, già retrocesso, si affida a otto undicesimi “molto under”, ad un classe 1995, un 1992 ed alla chioccia Laporta che nella circostanza ha dovuto fare a meno anche dell’esperto Roberto De Giosa, ultimo compagno over rimasto in rosa e fermato da un improvvido infortunio. La scena più commovente la interpretano gli avanti tarantini in occasione del terzo gol. Diakité scarta tutti e invece di sfondare la rete mette una palla in orizzontale per l’accorrente Ancora, perché, tra i due era quello che in quel momento della gara “aveva più bisogno” di trasformare tutte le fatiche accumulate in partita in una rete liberatoria. Rete di “Cristiano” e bacio accademico ad “Adama”. Ma nella ormai rassegnata eperforabile difesa foggiana c’è anche gloria per il centravanti che risolve in mischia un batti e ribatti nell’area piccola, sfoderando una “veronica” degna di altri palcoscenici. Alla mezzora è ancora l’esterno salentino che, da solo, batte tutti in velocità e va a siglare con un tocco smarcante il quinto gol. Dopo soli 3’ Marsili e Galdean mettono in pratica lo schema già visto in casa contro il Francavilla in Sinni.

Il romano disegna il traversone ed il rumeno lo scaglia al volo da fuori area per il 6-1 che non è ancora definitivo, perché l’indiavolato Ancora effettua la millesima percussione centrale ed al limite dell’area il giovane portiere lo abbatte con una tacchettata che gli resta a mo’ di tatuaggio nell’interno coscia, con esiti che dovranno essere valutati a freddo nelle prossime ore. Nella pratica l’arbitro espelle Grasso, Ancora finisce la gara in barella, dopo che Cazzarò aveva già effettuato la quinta sostituzione e sulla susseguente punizione D’Agostino, a mezzo servizio per un attacco febbrile sigla la settima rete con una delle sue abituali pennellate. La festa si chiude con la doppietta personale di Diakité che spiazza il neo entrato Prencipe, classe 2001, dando inizio alla festa finale con abbraccio generale e la prospettiva di 24 ore di meritato relax, in attesa della prossima succulenta sfida esterna contro il Potenza che, nel frattempo, si è vista complicarsi l’operazione-vittoria del campionato per merito di un giovane, reattivo, pazzesco, encomiabile Nardò.

TARANTO-MANFREDONIA 8-1

Reti: pt 11’ D’Angelo TA; st 9’ Laforgia MA, 12’ Favetta TA, 18’ Ancora TA, 20’ Diakité TA, 28’ Ancora TA, 31’ Galdean TA, 44’ D’Agostino TA, 46’ Diakité

TARANTO (4-3-3): 1 Pellegrino ’98; 2 Corbier ’99 (39’st 32 Boccadamo ‘99), 18 Marsili, 5 D’Angelo, 3 Cacciola ’98 (32’st 6 Giannotta ’98); 92 Capua, 89 Galdean, 11 Gori (11’st 9 Diakité); 33 Giorgio ’98 (12’st 7 Portoghese ’98), 94 Favetta (26’st 8 D’Agostino), 10 Ancora.

N.e.: 99 Pizzaleo, 13 Bilotta, 97 Li Gotti, 27 Palumbo.

All. Michele Cazzarò.

MANFREDONIA (4-4-2): 1 Grasso '99; 2 Granatiero '97 (24'st 20 Falco '98), 5 Rubino '99, 6 Maffiola '00, 3 Tristano '98; 7 Rinaldi '97, 4 Russo '99, 8 Stoppiello, 11 Genchi '00 (14'st 19 Quitadamo '99, 43'st 12 Prencipe '01); 10 La Porta, 9 La Forgia.

N.e.: 13 Ciuffreda, 14 Brigida, 15 Falcone, 16 Gallo, 17 Martino, Rendine.

All.: Lorenzo Mancano

AE: Graziella Pirriatore, Bologna

A1: Andrea Barcherini, Terni

A2: Riccardo Marchionni, Foligno FG

NOTE: Spettatori circa 2000. Giornata Pro-Taranto, abbonamenti ed accrediti di cortesia sospesi. Ancora TA, uscito per infortunio al 42’st senza avvicendamento per sovrannumero di sostituzioni.

Espulso: Grasso MA, al 41’st, per gioco pericoloso su avversario lanciato a rete.

Ammoniti: Ancora TA (6^); Stoppiello MA (1^).

Calci d’angolo: 6-1.

Recupero: pt 1’; st 4’.

 

Nella foto l’eccezionale gesto di Diakité in occasione del 4-1 a favore del Taranto