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Sab, Nov

L'arbitro e la pioggia condannano il Taranto

L'arbitro e la pioggia condannano il Taranto

Calcio

Gli jonici perdono il primato del girone grazie ad una direzione di gara piuttosto discutibile. Espulsi Marsili e Manzo, i rossoblù terminano in nove lil match contro l'Andria. Per tornare tra i professionisti, bisognerà essere più furbi e scaltri in futuro

La settimana vissuta in testa alla classifica evidentemente non fa bene al Taranto che sul green dello “Iacovone” sbanda clamorosamente, crollando in maniera fragorosa sotto i colpi dell’Andria. Male i primi quarantacinque minuti degli uomini di Panarelli che, complice un campo ai limiti della praticabilità, prestano il fianco alle ripartenze dei biancazzurri, giunti in riva allo Jonio col chiaro intento di non prenderle. Nella ripresa, le dubbie decisioni del direttore di gare compromettono definitivamente la partita dei rossoblù, rimasti in nove a causa della doppia espulsione comminata all’asse centrale Marsili – Manzo. A nulla serve il generoso forcing di D’Agostino e compagni che non trovano il gol del pari, ed anzi incassano il 3-1 targato Manno.

PRIMO TEMPO Il pallino del gioco è sin dalle prime battute in possesso dei padroni di casa che costringono subito i federiciani sulla difensiva. Il primo squillo arriva al 4’ e reca la firma di D’Agostino che raccoglie sui venticinque metri una palla vagante e lascia partire una botta che Zinfollino addomestica senza particolari patemi. Come nel più classico dei copioni però, al primo affondo sono i biancazzurri a trovare il gol, che giunge al minuto numero dodici. Merito di Cristaldi, che in torsione nel cuore dell’area di rigore anticipa Lanzolla, sfruttando nella migliore delle maniere un perfetto cross dall’out di destra del classe 1993 Paparusso.  Il vantaggio stravolge il canovaccio della contesa, che al 20’ prende una piega ben precisa. La firma è sempre quella nobile di Cristaldi, bravo ad approfittare di una topica di Carullo che nella metà campo di casa si lascia soffiare la sfera da Petruccelli, lesto ad involarsi verso la porta di Cavalli, e a servire il centravanti argentino, freddo a piazzare sul palo lontano il pallone del due a zero.  Il clamoroso uno-due stordisce il Taranto, che però a sorpresa cinque minuti dopo il raddoppio ospite, trova la rete del due a uno. Azione personale di D’Agostino che prima porta a spasso tre quinti della retroguardia di Potenza e poi disegna una beffarda parabola che Zinfollino valuta in maniera pessima. Palla che prima bacia il palo e poi va a morire nel sacco andriese. Il colpo che riapre la gara, paradossalmente ha un effetto rilassante sui ventidue protagonisti, che vuoi a causa dell’acquitrino, vuoi anche per le barricate alzate dall’Andria, scivola fino all’intervallo senza particolari sussulti.

SECONDO TEMPO La seconda frazione di gara si apre con una scarica da elettroshock per il Taranto che al 5’ resta in dieci uomini a causa del rosso comminato dal direttore di gara ai danni di capitan Marsili.  L’ex giocatore della Roma, prima abbatte un avversario nella zona nevralgica del campo e poi manda a quel paese il solerte signor Bandelli da Reggio Emilia, che gli mostra il giallo e successivamente sventola il rosso sotto il naso del buon Max, costringendo quindi gli jonici ad un’intera frazione di gioco in inferiorità numerica.  A metà ripresa si consuma la classica girandola di sostituzioni con Di Senso, Bonavolontà e Ferrara che sostituiscono Bova, Squerzanti e Carullo. Al 18’occasionissima per il Taranto con Favetta che da due passi getta alle ortiche la palla del due a due: slalom di Oggiano che ci prova dalla distanza, Zinfollino non trattiene, l’ex Sarnese non ci arriva con la cattiveria giusta, tocca morbido giusto quel che basta per esaltare i riflessi dell’estremo difensore classe 2000, che blocca.  Nonostante l’uomo in meno sono i rossoblù di Panarelli a fare la partita e se al 24’ serve un prodigioso intervento di Zinfollino per sbarrare la strada del pari al Taranto, al 31’ solo una questione di centimetri nega la gioia del gol a Bonavolontà che svetta sugli sviluppi di un angolo e mette fuori.  Al 40’ la già rivedibile giornata del direttore di gara si completa, con il rosso diretto a Manzo che interviene in scivolata su Adamo, lasciando in doppia inferiorità il Taranto.  Al 45’ l’Andria cala il tris con Emanuel Manno che in contropiede suggella la vittoria degli uomini di Potenza.



TARANTO-FIDELIS ANDRIA 1-3
RETI: 12’ Cristaldi (FA), 20’ Cristaldi (FA), 24’ D’Agostino (T), 90’ Manno (FA)
TARANTO (4231): Cavalli; Pelliccia, Bova (55’ Di Senso), Lanzolla (74’ Ancora), Carullo (57’ Ferrara); Manzo, Marsili; Oggiano, D’Agostino, Squerzanti (55’ Bonavolontà); Favetta. Panchina: Martinese, Guadagno, Albanese, Massimo, Miale. All. Panarelli.
FIDELIS ANDRIA (3412): Zinfollino; Gregoric, Cipolletta, Forte; Zingaro, Petruccelli (57’ De Filippo), Bortoletti (84’ Piperis), Paparusso (57’ Adamo); Iannini; Cristaldi, Bozic (78’ Manno).Panchina: Addario, Porcaro, Ayina, Bilotta, Calì. All. Potenza.
Arbitro: Luca Baldelli di Reggio Emilia coadiuvato dai sigg. Massimo Abagnale e Gianluca Maldini di Parma.
Ammoniti: Lanzolla, Oggiano, Bonavolontà (T)
Espulsi: Marsili (T) al 50’ per doppia ammonizione, Triuzzi (allenatore in seconda del Taranto). Manzo (T) all’86’ per gioco falloso.