17
Mer, Lug

Un pareggio che sa di beffa

Un pareggio che sa di beffa

Calcio

Solo un punto per il Taranto nella gara tra le mura amiche contro la Gelbison. Picerno e Cerignola allungano. Bisognerà essere più cattivi e cinici sotto porta, se si vuole ottenere il massimo contro avversari rinunciatari

Altro stop per il Taranto che a distanza di tre giorni dalla sfortunata gara di Altamura impatta tra le mura amiche al cospetto di una Gelbison giunta in riva allo Jonio col chiaro intento di piazzare il bus davanti alla porta. Jonici padroni del campo per novanta minuti ma incapaci di rimediare in toto alla topica di Cavalli, che al netto di tutte le attenuanti del caso, entra di diritto nella top five horror della storia del calcio rossoblù. A nulla, o meglio in parte è servito il rigore di D’Agostino che matematicamente frutta un misero punto da sommare a quelli già presenti in graduatoria, ma che non riesce nell’economia della partita a conferire a Marsili e soci quella spinta che sarebbe servita a mettere in cascina i tre punti. Le sorprese iniziano prima del fischio d’avvio e il merito è tutto di Luigi Panarelli che esclude dall’undici d’avvio Claudio Miale, naturale sostituto dello squalificato Bova, preferendogli il poliedrico Ferrara. Scelta ponderata quella del tecnico tarantino che opta quindi per una batteria d’attacco completamente over, a fronte di un reparto difensivo composto per quattro quinti da under.
PRIMO TEMPO A differenza di quanto si potesse pensare alla viglia la gara si presenta subito accesa, la prima fiammata è di marca Gelbison e arriva dopo due minuti con una gran botta su calcio di punizione dell’esperto Manzillo, deviata in angolo da Cavalli. La pronta risposta del Taranto arriva sei minuti più tardi e reca la firma del solito D’Agostino, lesto  a liberarsi in area a lasciar partire un tiro che l’omonimo portiere disinnesca non senza problemi. Il palleggio degli jonici diventa pressante e con gli ospiti completamente sottopalla giunge la seconda clamorosa occasione targata Taranto. Il tutto nasce da una cavalcata sull’out di destra di Di Senso che dopo aver preso il fondo mette in mezzo per Favetta, bravo da posizione defilata ad appoggiare di testa per l’accorrente D’Agostino, il cui tiro viene respinto in maniera sbilenca da De Angelis, prima di terminare sul palo. Non è l’unico legno centrato dal Taranto nei primi 45 minuti, che al 21’ bissa con Favetta che stacca di testa timbrando nuovamente il legno, imbeccato alla perfezione da Pelliccia. Alla mezz’ora ancora rossoblù vicini al vantaggio con un bolide di Manzo che dal limite, a volo, mette fuori di un metro. Al 35’la Gelbison passa. Nell’area del Taranto accade la fiera dell’assurdo: Cavalli svirgola il pallone nel cuore dell’area di rigore e nel tentativo di recuperarlo abbatte Merkay che cadendo favorisce una furiosa carambola, ad approfittarne è Davide Evacuo che a meno di un metro colpisce il palo, prima dell’arrivo liberatorio di Cammarota che spedisce  in rete. Il gol gela D’Agostino e soci, che pur spingendo nei restanti dieci minuti non riescono a far male agli ospiti, capaci di andare al riposo senza aver creato alcuna occasione degna di nota.
SECONDO TEMPO Nemmeno il tempo per riprendere il proprio posto che il Taranto perviene al pari. Oggiano sguscia tra le maglie della difesa campana bruciando in velocità De Angelis che nel tentativo di sbarrargli la strada tocca con il braccio causando il rigore che D’Agostino trasforma di rabbia, firmando l’uno a uno. La pressione dei padroni di casa ritorna ad essere insistente e il più sollecitato dai compagni, Sebastian Di Senso pare caricarsi la squadra sulle spalle quando al 16’ si esibisce  in uno slalom gigante prima di mettere al centro per l’accorrente Manzo che manca il centro di poco. Al 21’ Panarelli inaugura la stagione delle sostituzioni richiamando fuori dal terrendo di gioco Pelliccia, in luogo di Bonavolontà. Il canovaccio della contesa non varia con la Gelbison completamente ripiegata nei propri venticinque metri il tutto si riduce ad un monologo degli jonici. Al 26’ tocca ancora a D’Agostino sfiorare il vantaggio con un bolide dal limite, che sibila alla destra del palo. Al 32’secondo cambio nelle fila del Taranto con Panarelli che ridisegna la linea difensiva, buttando nella mischia Ancora per Lanzolla, arretrando Marsili tra i tre di dietro. La Gelbison non si vede più, se non per i continui “svenimenti” dei suoi ed è sempre il Taranto tra le mille interruzioni a fare la gara, collezionando occasioni su occasioni che non porteranno però a trovare la via del gol.
 


TARANTO-GELBISON 1-1

Marcatori: 35' pt Cammarota (G), 3' st D'Agostino (T).
TARANTO (4-2-3-1): Cavalli; Pelliccia (21' st Bonavolontà), Lanzolla (33' st Ancora), Ferrara, Carullo; Marsili, Manzo; Di Senso, D'Agostino, Oggiano; Favetta. A disposizione: Martinese, Guadagno, Gori, Squerzanti, Massimo, Miale, Salatino. All. Luigi Panarelli.
GELBISON (3-5-2): D'Agostino; De Cosmi, Manzillo, De Angelis; Ferraioli (24' st Hutsol), D'Angiolillo (32' st Graziani), Uliano, Cammarota, Mejri; Evacuo (32' st Tandara), Merkay. A disposizione: Viscido, Pascuccio, Della Valle, Romanelli, Pipolo, Greco. All. Severo De Felice.
Arbitro: Sig. Simone Piazzini – sezione di Prato; 1° assistente: Sig. Fabio Robustelli – sezione di Albano Laziale; 2° assistente: Sig. Marco Cerilli – sezione di Latina.
Ammoniti: Marsili, D'Agostino (T); D'Angiolillo, Merkay, De Cosmi (G);
Espulsi: /
Note: corner 14-1; recupero 0’ pt, 4' st; circa 3500.