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Mar, Dic

Nuovo stop per il Taranto

Nuovo stop per il Taranto

Calcio

Perdono 2-1 i rossoblù nella partita dai due volti. Nel primo tempo, l’unico gol della squadra ospite firmato da D’Agostino; nel secondo pareggio e vantaggio del Nardò con una doppietta di Bertacchi

Il Taranto stecca ancora. L’analisi di una gara dai due volti lascia il tempo che trova, quando tocca fare purtroppo i conti con i freddi numeri che in maniera sibillina sottolineano il pessimo ruolino di marcia della squadra tarantina. Due punti in tre partite non possono certo essere il bottino di una compagine che si pone come obiettivo il salto di categoria. Due gli schiaffi rifilati oggi dal Nardò ad un Taranto piccolo piccolo, capace di passare in vantaggio, di sbagliare un rigore e poi successivamente di farsi rimontare da un Nardò che se anche nettamente inferiore alla truppa jonica ha avuto il merito di crederci, colpendo ad inizio ripresa una squadra apparsa sulle gambe e priva di idee. Non gira, e non girano nemmeno gli uomini chiave della squadra di Panarelli, che se ad onor del vero nel primo tempo aveva anche confezionato una gara tutto sommato positiva, nella ripresa al netto dell’ennesimo errore individuale, nulla ha fatto per uscire con i tre punti dal Giovanni Paolo II. Tutto confermato, o quasi in casa Taranto con il tecnico ex Altamura che manda in campo dieci undicesimi scesi in campo nella sfortunata gara di sette giorni addietro contro la Gelbison, eccezion fatta per l’esordiente Antonino schierato tra i pali in luogo di Cavalli. Tra i padroni di casa non c’è l’ex Molinari, così come assente risulta essere lo squalificato Kyeremateng, Taurino quindi opta per un 352 con Bertacchi in cabina di regia .
PRIMO TEMPO La posta in palio, al di là del risultato è senza dubbio molto alta e l’avvio veemente di entrambe le compagini non fa’ altro che confermare che l’esito della contesa vada ben oltre i meri interessi di classifica. L’inerzia della gara è tutta rossoblu, e se anche in maniera decisamente confusionaria, sono gli jonici a griffare la prima azione pericolosa con un batti e ribatti risolto da un tiro velleitario di D’Agostino che muore altissimo sulla trasversale. Il pallino del gioco non si scosta dai piedi del Taranto grazie anche alle invenzioni sfornate dai piedi degli ispirati Di Senso e D’Agostino. Il vantaggio è nell’aria e giunge al minuto quattordici grazie proprio a Stefano D’Agostino abile prima ad addomesticare nel cuore dell’area una sponda volante di Favetta, e fortunato nel momento della battuta quando a due passi dalla linea di porta beffa Mirarco grazie all’ausilio di una deviazione. Nemmeno il tempo di aggiornare le statistiche relative al credito vantato dal Taranto nei confronti della sorte, che la Dea bendata rimette i conti in ordine. Sugli scudi c’è sempre D’Agostino che s’incarica della battuta di un calcio di punizione da distanza interessante, la parabola del cinque in casacca nera viene deviata da Cordella con un braccio e per il direttore di gara ci sono gli estremi per la massima punizione. Della battuta come consuetudine s’incarica il fantasista genovese che spiazza Mirarco, senza fare i conti però con il montante alla sinistra dell’ex Taranto, che gli nega la gioia della doppietta personale, risputando la sfera in campo. Il pericolo scampato consente a Bertacchi e soci di tirare il classico sospirone di sollievo, e complice il momento di down degli ospiti, sono i salentini a farsi vivi delle parti dell’esordiente (e sino a questo momento inoperoso) Antonino. L’unico sussulto targato Nardò giunge una manciata di minuti dopo la mezz’ora, con un calcio di punizione di Bertacchi, da posizione defilata, sul quale Marsili anticipa l’intero reparto difensivo mettendo in angolo. È di marca neretina anche l’ultimo picco della prima frazione e reca la firma del tarantolato Versienti, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, prova la gran botta, centrando però le automobili parcheggiate negli immediati paraggi del Giovanni Paolo II.
SECONDO TEMPO L’avvio di ripresa sorride subito ai padroni di casa che scesi in campo con un piglio diametralmente opposto rispetto a quello messo in mostra nei primi quarantacinque minuti, pervengono subito al pareggio con capitan Bertacchi. Il centrocampista è lesto sugli sviluppi di un calcio di punizione a sbrogliare un rocambolesco flipper, mettendo alle spalle dell’incolpevole Antonino. Il peggio però deve ancora venire e come nella più classica delle sceneggiature non tarda minimamente ad arrivare. Siamo al nono infatti, quando su una palla innocua Carullo si addormenta consentendo al tarantino Palmisano di vincere un duello fisico e conseguentemente di rubargli una palla sanguinosa. Il classe novantanove prima scambia con Cordella e poi una volta entrato in area frena, lasciandosi travolgere da Manzo. Per il sig. Gallipò è rigore con conseguente secondo giallo per l’ex Cavese. Dagli undici metri Bertacchi, sceglie lo stesso angolo che era costato il raddoppio a D’Agostino, l’esito però è differente e nonostante il tocco di Antonino la sfera muore nel sacco, per il vantaggio degli uomini di Taurino. Con l’uomo in meno la partita del Taranto cambia radicalmente e Panarelli corre ai ripari gettando nella mischia Guadagno e Massimo per Pelliccia e Marsili. Come ovvio la manovra del Taranto risente dell’uomo in meno dell’entusiasmo dei granata e gli unici pericolo giungono da estemporanee dei singoli come al 69’ quando Favetta prova il tiro della domenica, trovando sulla propria strada Mirarco, che poi si ripete al 77’ allungandosi su Oggiano. Nonostante la superiorità numerica il Nardò conclude la gara completamente rintanato nella propria area ma a nulla valgono i disperati assalti del Taranto, che ancora una volta torna da Nardò con un pungo di mosche. E adesso pare maturo il tempo delle riflessioni.

NARDÒ-TARANTO 2-1
RETI: 14’ D’Agostino (T), 51’ Bertacchi (N), 56’ rigore Bertacchi (N)
NARDÒ (3-5-2): Mirarco, Acquaro, Versienti, Bolognese, Senè (74’ Centonze), Benvenga, Bertacchi, Palmisano, Gigante, Giglio, Cordella (67’ Arario). Panchina: Rizzitano, De Pascalis, Mingiano, Greco, Muci, Piccoli, Iezzi. All. Taurino.
TARANTO (4-2-3-1): Antonino; Pelliccia (57’ Guadagno), Lanzolla (75’ Ancora), Ferrara, Carullo; Manzo, Marsili (71’ Massimo); Oggiano, D’Agostino, Di Senso; Favetta. Panchina: Cavalli, Gori, Squerzanti, Miale, Salatino, Bova. All. Panarelli.
Arbitro: Simone Gallipò di Firenze coadiuvato dai sigg.ri Lorenzo D’Ilario di Tivoli e Matteo Mattera di Roma 1.
Ammoniti: Cordella, Bertacchi, Benvenga, Gigante (N); Lanzolla (T).
Espulsi: Manzo (T)