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Gio, Gen

Taranto non far lo stupido questo pomeriggio

Taranto non far lo stupido questo pomeriggio

Calcio

Gara-verità quest'oggi allo Iacovone. La compagine del presidente Giove deve vincere se vuole cullare il sogno di abbandonare l'inferno del dilettantismo. Sarebbe ora

È già tempo di vigilia in casa Taranto. Anzi a dirla tutta, e per restare in tema di festività natalizie, quella odierna per i ragazzi di Panarelli è la vigilia per antonomasia. Eh si, perché se il sol nome dell’avversario che nel pomeriggio di quest’oggi calcherà il prato nobile dello Iacovone, nulla evoca nei cuori e nelle menti che gelosamente custodiscono le pagine più gloriose del calcio nostrano, domani in palio ci saranno i tre punti, ma anche e soprattutto il senso di ciò che resta della stagione. Picerno dunque, da qui, o meglio attraverso l’animo pallonaro della compagine del paesino lucano passano le aspettative di promozione di un Taranto che però a pochi metri dal giro di boa si trova nell’atavica condizione di dover rincorrere. Attitudine consolidata tanto da far impallidire anche Willy il Coyote. Considerazioni pregne di spocchia e consueta grandeur a quanto pare non pagano, la sostanza non cambia e per l’ennesima volta ci si ritrova a fare i conti con la più classica delle roulette russe. Un solo risultato e nessun margine d’errore. Lo sa la piazza, lo sa Luigi Panarelli che la piazza la conosce bene e lo avvertono i ragazzi che da luglio sentono gridarsi nelle orecchie che chi li guarda, pretende la promozione. E d’altronde, come dargli torto.
Tutto in una notte quindi, anzi no in un pomeriggio. Che poi a voler essere proprio precisi è quasi un immediato post pranzo. Possibile viene da pensare, che a nessuno sia balenata in mente l’idea di mandare in scena lo scontro madre di questa giornata in un orario più umano? A qualcuno questo pensiero, pur paventato dalla dirigenza di casa, è parso troppo pro. In un contesto normale, probabilmente, anzi certamente non ci sarebbero stati dubbi. Match clou? Serale. Tra i dilettanti invece tocca ascoltare a incredibilmente assecondare le rimostranze di chi teme il gelido clima serale dell’alpina Taranto (15 m s.l.m., mentre Picerno tocca quota 721 m.), oppure che le abbaglianti e psichedeliche luci dei riflettori dello “Iacovone” possano stordire “qualche atleta che in quelle condizioni non riesce a esprimersi al meglio”. La fiera dell’assurdo come detto, in condizioni di normalità, triste realtà nel buio del dilettantismo. Colpa nostra, che non riusciamo a tirarci fuori dal fango. Taranto – Picerno al di là delle considerazioni extracampo, probabilmente non sarà decisiva, così come usano dire gli esperti della materia. Certamente però rappresenta uno spartiacque, un bivio nella stagione del Taranto. Non esiste la possibilità di essere rimandati. Esame senza appello si chiama. Un pareggio non sarebbe sufficiente, e la teoria dell’accontentarsi “tanto manca ancora molto alla fine del campionato”, nonostante molteplici applicazioni e numerose differenziazioni non ha mai prodotto gli esiti sperati. Se è vero che caricando oltremodo sotto il profilo emozionale una partita si corre il rischio di far tremare le gambe a qualcuno, è altrettanto vero che tocca guardare in faccia la crudissima realtà, e che quindi classifica alla mano, nove punti dalla battistrada peserebbero come un macigno non solo sulle velleità di promozione ma ancor più sull’umore di un ambiente che adesso non è più disposto a tollerare epiloghi drammatici. Vincere, sarebbe l’unico modo per mantenere accesa la fiammella, la speranza di alimentare l’ennesima rincorsa verso un promozione che in nessun modo però e da nessuna delle componenti deve essere dipinta come la realizzazione di un sogno. Tornare nel calcio che conta è la minima aspirazione che questa piazza può cullare, i sogni sono ben altri e sono così distanti che quasi ci siamo scordati di che pasta siano fatti.