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Dom, Mag

Il pareggio non ci serve

Il pareggio non ci serve

Calcio

Gli jonici producono molto ma non finalizzano. Il Picerno esce imbattuto dallo Iacovone e mantiene intatta la distanza di classifica dai rossoblù. L'impressione è che tutto sia ancora recuperabile. Il campionato è oggettivamente mediocre

Non sfonda il Taranto. Doveva essere la giornata dell’orgoglio, l’occasionissima per mettere le cose in chiaro, e invece il risultato ad occhiali venuto fuori al termine dei novanta minuti contro il Picerno, certifica la manifesta incapacità della truppa jonica di compiere il tanto agognato salto di qualità. Novanta minuti da padroni assoluti del campo, senza essere in grado di tradurre in rete l’enorme quantità di sortite offensive create da D’Agostino e Soci. Il leitmotiv dopo quattro mesi è sempre lo stesso: si produce tanto, spesso anche in maniera confusionaria  ma non la si butta mai in porta. Il Picerno dal canto suo, ha onestamente portato via uno dei due risultati a disposizione. I complimenti più sentiti vanno all’autista, capace di posizionare alla perfezione il bus davanti alla porta, consentendo agli uomini di Giacomarro di mettere in pratica la partita così come studiata in settimana. Un punto a Taranto vale triplo, per la capolista che domenica è attesa dalla sfida interna contro il Cerignola.
Panarelli fa accomodare in panca Massimo, scegliendo per la mediana Manzo e Marsili. Dietro confermato il tandem Bova -  Di Bari, mentre si rivede Di Senso dopo il turno di riposo. In avanti nessuna novità: D’Agostino e Favetta.
PRIMO TEMPO Le linee guida della partita si rendono subito visibili: è il Taranto a condurre le danze, e il Picerno a cercare di non prenderle. Il primo squillo lo firma Favetta al 9’ quando in rovesciata da posizione favorevole tira debole trovando pronto Coletta. All’undicesimo unico sussulto ospite con Pitarresi che ci prova dalla distanza, attento Antonino. La parte centrale della prima frazione non offre grossi spunti con i padroni di casa perfettamente imbrigliati dalle scrupolose marcature dei potentini, davvero poco interessati a costruire qualcosa di positivo. Al 25’ primo giallo della contesa, tocca a Vanacore finire sul taccuino dei cattivi per un intervento su Di Senso. Tre minuti più tardi ancora occasione per Favetta che raccoglie un angolo dalla destra di Marsili, mettendo di testa al lato. Gli jonici crescono visibilmente e prima del duplice fischio mettono i brividi all’undici di Giacomarro, prima con D’Agostino che s’inserisce sfruttando un appoggio di Salatino ma non c’entra il bersaglio, e poi con Bova, che nel primo dei due minuti di recupero, sugli sviluppi di un calcio d’angolo si ritrova il pallone sui piedi senza trovare però la deviazione vincente da due passi.
SECONDO TEMPO Il Taranto parte a razzo e già dopo sei minuti tocca Manzo testare riflessi e concentrazione di Coletta, che disinnesca la sua bordata dal limite non senza problemi. Tre minuti più tardi primo giallo in casa Taranto ai danni di Salatino. La classica girandola delle sostituzioni prende il via al 57’, esattamente un minuto dopo il velleitario tentativo di Kosovan, che su calcio franco mette il pallone fuori dallo stadio. Nell’ordine lasciano il campo Conte, a cui subentra Esposito e poi Marsili, sostituito da Massimo. Due minuti più tardi Di Senso sciupa un’ottima ripartenza non approfittando di un marchiano errore della retroguardia lucana. Sarà l’ultima azione per l’ex Altamura che assieme a Salatino si congederà dal pubblico dello Iacovone per far posto rispettivamente a Croce e Guadagno. D’Agostino, non brillantissimo come di solito, si accende solo a tratti e al 67’ ci prova ma si vede che lo smalto non è quello dei giorni migliori, Coletta si accartoccia e para agevolmente. L’occasionissima però giunge al 73’ e capita a Croce, che liberissimo sbaglia clamorosamente, non concretizzando una gran palla di Guadagno. Il nervosismo complica esponenzialmente i piani del Taranto che quasi accecato carica a testa bassa non riuscendo però a trovare il bandolo della matassa nemmeno al minuto ottantasei, quando Manzo si coordina e spara da fuori guadagnando solo l’ennesimo corner. Nemmeno i sei minuti di extra time concessi dal direttore di gare consentiranno al Taranto di trovare la via del gol, rimandando quindi l’appuntamento con la vittoria e lasciando intatte le distanze (ampie) dal gradino più alto della graduatoria.


ARANTO-PICERNO 0-0
TARANTO (4-2-3-1): Antonino; Pelliccia, Bova (83’ Oggiano), Di Bari, Ferrara; Marsili (62’ Massimo), Manzo; Di Senso (63’ Croce), D’Agostino, Salatino (64’ Guadagno); Favetta. A disposizione: Martinese, Carullo, Squerzanti, Bonavolontà, Menna, Oggiano. All. Luigi Panarelli
PICERNO (3-5-2): Coletta; Impagliazzo, Fontana, Ligorio; D’Alessandro, Pitarresi, Conte (56’ Esposito, dal 76’ Gallon), Kosovan, Vanacore; Langone (62’ Bassini), Tedesco (83’ Spinelli). A disposizione: Fusco, Camara, Cesarano, Ianniello, Samobu. All. Domenico Giacomarro
ARBITRO: Sig. Mattia Caldera di Como coadiuvato dai sigg.ri  Marco Orlando Ferraioli di Nocera Inferiore e Vincenzo Pedone di Reggio Calabria
AMMONITI: Vanacore (PIC),
RECUPERO: 2’ primo tempo, 6’ secondo tempo: Spettatori: 4000 circa.