Il procuratore di calciatori? Meglio tenerselo amico...

Calci da Pro
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Il potere economico degli agenti di calciatori, con il passare degli anni, è diventato inestimabile. Il tempo, i modi e l’apertura di nuovi mercati gli hanno anche offerto la gestione di un mercato parallelo che è quello del marketing. Le pubblicità regala ai top-player guadagni e visibilità  notevoli in grande crescita

La legge 91/81 e l’evolversi del sistema calcio li ha fatti diventare i “padroni” del mercato. A livello mondiale. Stiamo parlando dei procuratori. Il tanto denaro che ruota attorno al mondo del pallone, ha promosso una attività che esprime potenzialità impressionanti. Il potere economico degli agenti di calciatori, con il passare degli anni, è diventato inestimabile. Il tempo, i modi e l’apertura di nuovi mercati gli hanno anche offerto la gestione di un mercato parallelo che è quello del marketing. Le pubblicità regala ai top-player guadagni e visibilità  notevoli in grande crescita.
L’affermarsi del sistema calcio nei paesi d’oltre oceano. Il potere economico degli emiri. La ricchezza di alcuni imprenditori dell’Europa orientale hanno fatto sì che i contratti economici dei calciatori abbiano subito un’impennata che non risente della crisi finanziaria che coinvolge molte nazioni. Fioccano con facilità estrema accordi pluriennali nell’ordine, impressionante, di centinaia di milioni.
Pellè in oriente, Giovinco in Canada rappresentano soltanto degli esempi marginali. Del Piero andò a fare l’ambasciatore del calcio italiano in Australia. Quel campionato ha il valore di una nostra Serie C. Marcello Lippi è il primo di una lunga schiera di allenatori connazionali che insegnano calcio nell’estremo oriente. I loro contratti sono faraonici.
Fanno tutti parte di affermate scuderie di agenti Fifa. La più in voga, nel presente, è quella di Mino Raiola, all’anagrafe Carmine. Un giovanotto del ’67 emigrato giovanissimo nei Paesi Bassi con la famiglia. Collabora inizialmente nel ristorante del padre e ottiene la maturità classica. Non dicono il vero quelli che lo spacciano per pizzaiolo. Parla sette lingue. Nel settore è leader. Appena ventenne apre una società di intermediazione. Lavora per breve tempo come direttore sportivo. Sino a divenire il rappresentante per l’Europa di migliori calciatori olandesi. Ha il merito di aver portato Bergkamp all’Inter.
Nella sua scuderia il meglio del calcio europeo. I suoi “colpi” migliori Ibra al Barcellona. Pogba al Manchester, Balotelli al Liverpool. Tiene in scacco dirigenti di club di prima fascia. Conosce le dinamiche di mercato. Sa quando è il caso di tirare la corda e quando allentarla. Nella vicenda  Donnarumma/Milan recita un ruolo determinante a tutela del ragazzo e del suo futuro. Sbaglia chi crede si tratti soltanto di una questione di denaro. Sbaglia anche, con il ragazzo a scadenza di contratto, Mirabelli (il diesse del Milan). Non è con il muro contro muro che si risolvono le questioni. Le minacce di relegare il ragazzo in panchina o di spedirlo addirittura in tribuna lasciano sul tavolo problematiche che una Società di calcio come il Milan deve saper evitare.
Gli agenti di calciatori, abbiamo accennato, recitano un ruolo determinante nel sistema calcio. L’intermediario ha un duplice interesse, agisce nell’interesse comune. Una buona operazione porta vantaggi a club e calciatore. Molti dirigenti italiani non lo hanno ancora compreso. Specialmente nelle categorie di retroguardia dove imperversa ancora il modo di fare dei furbi. Il procuratore deve essere “saltato”. La sua parcella è un onere che deve essere disconosciuto.
Un comportamento da dilettanti che ostacola la crescita. Fatto di promesse mai mantenute. Comprensibile poi che, in alcune occasioni, ti venga rifilato il classico “pacco”. Come è comprensibile che, con l’inevitabile passa parola tra gli addetti, un determinato club possa essere messo al bando dalle operazioni di mercato più significative.
Un atteggiamento di inesperienza e di furbizia che aleggia anche in riva allo Ionio, parlando del nostro territorio. Dove l’aggressione ai calciatori dello scorso 22 marzo, il taglio di alcune mensilità non corrisposte ai tesserati nell’ultima stagione ed un approccio poco professionale alle trattative, complica non poco la situazione.  Emergono in tal modo evidenti difficoltà nel comporre un organico competitivo per la possibile vittoria del campionato.
Ricordando a chi non ha memoria che, nel calcio non si sa quello che non si fa! Sempre.